I giovani federalisti europei domani in presidio a Montecitorio per un’Europa più indipendente
Nella mattinata di domani, mentre alla Camera dei Deputati la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni riferirà in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì, un gruppo di federaliste e federalisti europei si radunerà in piazza di Montecitorio per un presidio pubblico. L’iniziativa non è solo simbolica, vuole trasmettere un messaggio chiaro e deciso: di fronte alle crescenti pressioni provenienti dall’estero, l’Europa deve scegliere l’unità, rafforzando la sua voce e la sua indipendenza.
Il Consiglio europeo che si apre questa settimana assume un rilievo straordinario
Non si tratta soltanto di discutere il futuro dell’Ucraina, ma di definire il destino stesso dell’Unione europea. Il contesto internazionale è profondamente mutato e le pressioni esterne sul continente aumentano, come evidenziato dalle recenti dichiarazioni della Casa Bianca nella National Security Strategy (NSS). Il documento critica l’integrazione europea, definita come un apparato che “mina la libertà politica e la sovranità” degli Stati membri, e sostiene indirettamente movimenti nazionalisti all’interno dell’Unione.
La retorica di Washington punta chiaramente a un’Europa divisa, più facile da condizionare e da usare più come vassallo che come alleato. Eppure, l’Unione europea è nata per essere indipendente, fin dal termine della Seconda guerra mondiale, quando fu concepita come uno spazio di pace, democrazia, diritti e cooperazione senza precedenti. È vero che l’integrazione è ancora incompleta: manca una politica estera unica, una difesa europea comune e una voce unitaria sulla scena internazionale; ma la risposta non può essere il regresso. Tornare indietro significherebbe condannare l’Europa a una marginalità politica e strategica inaccettabile.
Spesso cittadine e cittadini finiscono vittime della retropia fomentata dai nazionalismi, quella falsa narrazione per cui il progresso sarebbe artefice delle crisi cui il mondo va incontro oggigiorno. L’Unione europea è chiaramente uno degli obiettivi preferiti di queste forze, apparentemente inconsapevoli che oggi i singoli Stati nazionali non possono in alcun modo garantire pace, stabilità e sicurezza agendo in solitaria.
Con il presidio di domani, le federaliste e i federalisti intendono promuovere una visione chiara e coerente, ossia che solo un’Europa unita, federale e democratica può garantire benessere ai cittadini, difendere i valori fondamentali e contribuire alla pace globale. La frammentazione, l’isolamento nazionale o la subalternità ai grandi attori mondiali non sono opzioni percorribili. Questa scelta non intaccherebbe la sovranità dei singoli Stati, ma ne circoscriverebbe l’esercizio a quegli ambiti in cui essa può operare concretamente ed efficacemente, cedendo le restanti aree – a partire dalla politica estera e dalla difesa – a un livello superiore, quello dell’Unione europea.
La richiesta alla Presidente del Consiglio è quella di assumere una posizione coraggiosa a Bruxelles e scegliere, insieme agli altri Capi di Stato e di Governo, la strada di un’Europa più integrata, capace di parlare con una voce sola e di proteggere gli interessi dei suoi cittadini. Il Consiglio europeo può avviare le pratiche per promuovere un rafforzamento delle Istituzioni europee, dotando l’Unione di strumenti politici e legislativi più efficaci, e per sostenere l’adozione di una vera politica estera e di sicurezza comune, che permetta all’Europa di agire in maniera autonoma e coerente sulla scena internazionale.
Il futuro dell’Unione passa dalla maggiore integrazione e non da compromessi al ribasso
C’è bisogno di un salto di qualità, che passa imprescindibilmente dal dotarsi degli strumenti politici, istituzionali e democratici necessari per affrontare le sfide comuni, dalla sicurezza alle migrazioni, dal clima all’innovazione e alla competitività globale.
Oggi più che mai, l’Europa è chiamata a decidere se essere protagonista della storia o subirla. La “grandezza europea” che la NSS vede nella frammentazione dell’Unione non può in realtà realizzarsi senza coesione. Solo una Federazione di Stati, in cui le identità nazionali convivono con una cessione di sovranità in determinate aree, potrà garantire autonomia strategica, capacità d’azione e credibilità internazionale.
L’Europeista sostiene e parteciperà all’iniziativa.









