Giornata della Cultura Ebraica: da Roma a Milano, nel segno del dono d’amore
Come ogni anno, il 6 settembre torna la Giornata Europea della Cultura Ebraica.
Molti gli appuntamenti nelle città italiane, con Bologna a fare da capofila. E una parola che li guida e li unisce tutti: Ahav, ossia l’amore inteso come dono.
Quell’amore che affiora fin dalle prime pagine della Torah, dove il cosmo non viene più presentato come qualcosa che è sempre esistito, fine a sé stesso e privo di una spiegazione, ma come il frutto di una scelta intenzionale del suo Creatore. La possibilità di esistere è quindi un dono, e tesse un legame d’amore tra chi la offre e chi la riceve.
Ogni creatura è unica, ogni momento che essa vive è irripetibile.
Senza questo presupposto, sarebbe difficile concepire tutto ciò che di bello e di grande ha realizzato la nostra civiltà.
Anche i Salmi esaltano l’amore: soprattutto l’amore per la legge, che Dio ha dato al suo popolo e rispettando la quale il suo popolo si dà a lui. I Profeti raccontano spesso la relazione millenaria tra Dio e Israele come una storia d’amore, dove la promessa iniziale resiste nel tempo nonostante tutte le offese e i tradimenti.
È in questo immaginario che ha vissuto, agito e pensato Gesù, e che affondano le radici di molti detti che le prime comunità cristiane gli hanno attribuito.
Le maggiori novità che col tempo hanno distinto la fede cristiana da quella ebraica scaturiscono anch’esse da questa sorgente: Paolo considera il sacrificio di Gesù come il dono definitivo di Dio per salvare le sue creature dalla morte e dal peccato, mentre Giovanni si spinge ad affermare che “Dio è amore”, un’affermazione che Agostino e altri hanno interpretato come rivelazione della Trinità.
Ma nella nostra modernità secolarizzata che cosa resta di questo ahav?
Le comunità ebraiche, col patrocinio di Regioni, Comuni ed altri enti pubblici tra i quali il Ministero della Cultura, provano a dare una risposta articolata e ricca di sfumature.
A Roma la giornata si aprirà alle 10:30 nei Giardini del Tempio con tre conferenze: una sull’Amore verso D-O (sic), una sull’Amore verso la scienza e una sull’Amore verso la terra.
Dopo concerti e visite guidate, inclusa quella al parco archeologico di Ostia Antica (che ebbe una grande e frequentata sinagoga), nel pomeriggio all’Oratorio di Castro si terrà Bete’avon! L’amore passa per la tavola: un’esplorazione delle tradizioni culinarie ebraiche che, come è noto, sono tuttora il cuore della cucina romana.
Nel corso dell’intera giornata, poi, al Centro di Cultura Ebraica si terranno gli open day per i corsi di ebraico.
A Milano la mattinata sarà all’insegna della riflessione biblica: dalle 10.30, in Sinagoga Centrale, un primo incontro vedrà dialogare su Il Dio dell’amore e il Dio di giustizia il rabbino Alfonso Arbib, la giornalista e studiosa Lucetta Scaraffia e lo storico Gadi Luzzatto Voghera, moderati da Paolo Salom.
Seguirà, dalle 11.30, una conferenza del rabbino Levi Shaikevitz sul libro di Ruth.
Alle 12.30 e alle 14.00 Ester Nissim guiderà due visite alla sinagoga, mentre alle 15.00 gli eventi si sposteranno al teatro Parenti. Qui verrà presentata la mostra Eden – Amore infinito di Barbara Nahmad, che con i suoi dipinti prova a testimoniare la vita dei primi ebrei che a inizio ‘900 tornarono nella loro terra fuggendo da un’Europa ostile.
Come scrive la redazione di Bet Magazine, “è il periodo dei pionieri scuriti dal lavoro nei campi, una mano sull’aratro e l’altra sui libri. È il periodo di una fortissima coesione sociale, amore verso l’altro, desiderio di costruire insieme un mondo nuovo, forti della propria cultura, religione, tradizione, storia…Barbara Nahmad sceglie di cogliere e presentare nella mostra momenti di vita quotidiana nelle città, scuole, strade, kibbutz ai margini del deserto, accostandole ad immagini più intime, delicate di un mondo che era – a tutti gli effetti – molto giovane”.
Di fronte alle distorsioni mediatiche e all’odio complottista che hanno trasformato “sionista” in una parola tabù, e di fronte all’apparente inutilità delle discussioni sull’oggi, forse il servizio più prezioso che si possa fare è proprio tornare a ripercorrere fin da tempi remotissimi la storia dell’emigrazione degli ebrei europei tra il Giordano e il Mediterraneo, l’evolversi graduale del loro rapporto con le comunità ebraiche preesistenti, con le tutt’altro che benevole autorità imperiali britanniche, con le numerose e frammentate comunità arabe preesistenti, e con la coeva massiccia migrazione araba che avrebbe costituto il grosso dell’attuale popolo palestinese.
Sempre al Parenti, dalle 16.00 Elia Schilton porterà l’amore sul terreno della letteratura, con un reading di poesie di Yehuda Amichai.
Proseguiranno, alle 17.00, Antonio Attisani e Miriam Ferretti con una conferenza su Perturbamento e passione – il dybbuk e “Doppio Sogno”.
Un recital per mezzosoprano (Madelyn Renée) e pianoforte (Inessa Filistovich) è previsto inoltre per le 18.30.
Infine, dalle 20.00, Andrée Ruth Shammah – aiutata nella regia da Elena Nappi – rappresenterà una pièce teatrale intitolata Per amore del cielo (!) e ispirata al Cantico dei Cantici, chiudendo così il cerchio. Parteciperanno Tommaso Ragno e Federica Fracassi.
Dietro lo spettacolo c’è anche la consulenza di Yarona Pinhas, linguista e divulgatrice della Cabala di origini eritree, che in carne e ossa quel giorno sarà a Roma a presentare il suo ultimo libro. Il suo pensiero sarà forse il più affascinante, anche se nascosto, trait d’union tra gli eventi in programma nelle due maggiori città.









