Italia-Filippine, un’intesa strategica per la sicurezza nell’Indo-Pacifico
In un passaggio segnato da tensioni nel Mar Cinese Meridionale e da un’Europa che guarda sempre più ad Est, l’accordo di cooperazione in materia di difesa tra Roma e Manila è scivolato quasi in secondo piano. Eppure, racconta molto più di una firma a margine di una conferenza internazionale: parla di rotte marittime, industria strategica, nuovi equilibri e di un rapporto che si è consolidato lontano dai riflettori.
Si rafforza l’asse Roma-Manila
L’accordo è stato sottoscritto dal Segretario agli Affari Esteri filippino Ma Theresa Lazaro e dal Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco.
Un contesto altamente simbolico, dove le questioni europee si intrecciano con gli scenari asiatici.
La firma rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato anni fa, fatto di visite navali, memorandum tecnici, seminari sulla sicurezza marittima e contatti tra stati maggiori. L’intesa, dunque, non è di certo improvvisata: si inserisce in una progressiva convergenza tra Roma e Manila su temi che spaziano dalla libertà di navigazione alla cooperazione industriale.
L’ambasciatore filippino in Italia, Neal Imperial, ha parlato apertamente di rafforzamento del partenariato politico e di sicurezza. Una definizione importante, che va letta nel quadro più ampio della postura internazionale dei due Paesi. Insomma, bisogna allargare le vedute, per capire al meglio l’accordo tra i due paesi.
Interessi concretissimi
Negli ultimi anni Roma ha ampliato la propria attenzione verso l’Indo-Pacifico, pur mantenendo centrale la dimensione del “Mediterraneo Allargato”. La stabilità delle rotte marittime asiatiche incide direttamente su un’economia esportatrice, soprattutto come quella italiana. Le vie che attraversano il Mar Cinese Meridionale sono cruciali per i flussi commerciali verso Corea del Sud, Giappone, Cina e Sud-Est asiatico. Anche la difesa della rotta verso Taiwan è altrettanto di vitale importanza.
La posizione italiana si fonda su un’adesione chiara al diritto internazionale e alla convenzione ONU sul diritto del mare. In tal senso, la convergenza con Manila è piuttosto evidente: le Filippine hanno difeso in sede arbitrale le proprie prerogative marittime contro le rivendicazioni cinesi, diventando un punto di riferimento per chi sostiene un ordine marittimo regolato da norme condivise.
Le visite di unità della Marina Militare italiana nei porti filippini e i colloqui avviati sulla cooperazione cantieristica hanno consolidato un dialogo che ora trova una cornice giuridica più strutturata e bilanciata.
Sull’industria della difesa l’asse è già operativo
L’accordo rafforza ambiti come appalti, coproduzione, logistica e trasferimento tecnologico. Si tratta di settori dove l’Italia è già presente in modo significativo.
Leonardo ha infatti fornito a Manila velivoli da pattugliamento P-72 e elicotteri navali AW159 Wildcat, con ulteriori consegne in programma. Le artiglierie navali italiane equipaggiano diverse unità della Marina filippina. Fincantieri, insieme alla controllata WASS per i siluri MU90, guarda con interesse al programma di modernizzazione militare filippino, offrendo piattaforme come il sottomarino U212 NFS.
Il piano Horizon 3 delle Forze Armate filippine prevede l’acquisizione di capacità avanzate per la difesa esterna, con enfasi sul dominio marittimo e aereo.
Per Roma, sostenere queste ambizioni significa rafforzare una presenza industriale in un mercato in espansione, inserendosi in uno scenario competitivo dove operano paesi come Corea del Sud, Israele e Stati Uniti.
Manila e la diversificazione strategica
Lato Filippine, l’intesa con l’Italia rientra in una strategia più ampia di diversificazione dei partner. L’assertività cinese nel Mar Cinese Meridionale ha spinto Manila a cercare cooperazioni extra-regionali per rafforzare la propria posizione. Gli accordi con paesi europei contribuiscono a dare peso politico alle rivendicazioni filippine e a sostenere il concetto di “difesa comprensiva dell’arcipelago”, focalizzata sulla protezione del territorio e delle acque circostanti.
La collaborazione con l’Italia offre accesso a competenze molto specifiche, in particolare nella sicurezza navale e subacquea. La tutela dei cavi sottomarini, la protezione delle infrastrutture critiche e la gestione delle risorse dei fondali sono temi sempre più sensibili nell’area.
Al tempo stesso, la diversificazione riduce la dipendenza esclusiva dai canali statunitensi di acquisizione militare, spesso onerosi e soggetti a variabili economiche. Ampliare il ventaglio di fornitori consente a Manila maggiore flessibilità negoziale, un dettaglio non da poco visti i recenti sviluppi in chiave dazi dagli Stati Uniti di Trump.
Un accordo che pesa più di quanto sembri
L’intesa tra Italia e Filippine ha forse ricevuto un’attenzione limitata rispetto ad altre questioni internazionali, ma il suo significato è profondamente rilevante. Per Roma, consolida la presenza in una regione cruciale per il commercio globale e valorizza la propria industria strategica. Per Manila, rafforza la rete di sostegno internazionale in una fase delicata delle dispute marittime con Pechino.
L’accordo parla chiaramente di sicurezza, economia e politica estera allo stesso tempo. Segna l’incontro tra un paese europeo che amplia il proprio raggio d’azione e un arcipelago asiatico deciso a rafforzare le proprie capacità difensive, pronto a difendere la propria sovranità.








