La struttura familiare invisibile dietro i sistemi politici europei
Vi siete mai chiesti perché paesi come l’Inghilterra e i Paesi Bassi (in generale il mondo anglosassone), abbiano generato sistemi politici incentrati su: precoce individualismo, sfiducia nei confronti dello Stato invasivo e forte liberalismo? In contrasto con i vicini, (solo geograficamente dal punto di vista europeo), Francia del bacino parigino, Spagna, Grecia o Polonia?
I sistemi politici non nascono dal vuoto: nascono anche dal modo in cui si cresce, si eredita e si vive la famiglia.
La struttura familiare europea ha influenzato il modo in cui i popoli concepiscono libertà, autorità, individuo e Stato.
Non a caso alcuni paesi europei difendono l’individuo sopra ogni cosa, mentre altri sembrano privilegiare ordine, appartenenza e autorità.
Per comprendere appieno le dinamiche sociopolitiche che hanno determinato l’affermazione dei nostri attuali governi europei è necessario abbandonare ogni forma di preconcetto culturale per analizzare come le differenze politiche europee non derivino soltanto da ideologie moderne, ma da strutture familiari sedimentate per secoli.
Cos’è la famiglia nucleare e perché conta ancora oggi
Ma cos’è la famiglia nucleare? Perché ancora oggi è necessario divulgare nel dettaglio la specificità del suo impatto?
La famiglia nucleare è il modello familiare composto da due genitori (padre e madre) e dai loro figli, conviventi nella stessa abitazione. È la forma più diffusa in Occidente e rappresenta l’unità base, distinta dalla famiglia estesa che include zii e nonni.
Nonostante il termine sia relativamente recente, secondo il Cambridge Dictionary risale infatti al 1947, storicamente questa struttura ha iniziato a diffondersi in Europa già a partire dal XIV-XV secolo in particolare nelle città, per poi consolidarsi appieno nel periodo dell’industrializzazione.
È evidente come prediliga un numero ristretto di membri familiari, al contrario di realtà extraeuropee come l’Africa dove in base alla regione molte società tradizionali del paese accolgono l’idea di famiglia allargata o reti parentali molto forti: la comunità viene sempre prima dell’individuo.
L’Inghilterra e la nascita dell’individualismo moderno
Quando parliamo di protagonisti della scena politica europea, l’Inghilterra è uno dei primi nomi che sposta le luci su di sé, non solo per le numerose controversie legate alla Brexit, ma soprattutto per l’imperiosa capacità di porre al centro delle proprie esigenze l’indipendenza ideologica che l’ha portata dov’è oggi.
Nel sistema inglese preindustriale, la famiglia nucleare favorì la stabilizzazione di una società orientata alla diffusione dei valori individuali estesi in contesti come la parrocchia, evitando i grandi clan familiari, contribuendo alla nobilitazione della proprietà e l’importanza del contratto, del salario e della mobilità individuale.
Il cosiddetto European Marriage Pattern, studiato da John Hajnal descrive l’Europa nord-occidentale, inclusa l’Inghilterra, come area di matrimonio più tardivo, maggiore celibato/nubilato e formazione di una nuova casa indipendente dopo il matrimonio.
Questo contribuì a produrre conseguenze politiche non indifferenti: se la famiglia estesa non era pienamente responsabile nell’assorbimento della malattia e della vecchiaia, o di disoccupazione e povertà, allora era inevitabile l’intervento di una struttura pubblica locale. Da qui nasce l’estrema rilevanza delle Poor Laws, soprattutto la legge elisabettiana del 1601, la quale affidava alle parrocchie la responsabilità dei poveri.
Sarebbe scorretto, e parzialmente limitante, sostenere che la famiglia nucleare creò da sola lo Stato inglese, ma contribuì a renderlo irreversibilmente più amministrativo, locale, fiscale e regolatore.
Industrializzazione, salario e trasformazione sociale
Con l’avvento della rivoluzione industriale, la famiglia nucleare cambia funzione: se prima la maggior parte della produttività era concentrata in attività domestiche o rurali, nel momento in cui la produzione si sposta nelle città la famiglia diventa più una unità di consumo e riproduzione della forza lavoro, mentre il protagonista della vita sociale è ora il salario individuale.
Quando poi l’Inghilterra diede pienamente ascolto alla sua spinta colonialista interna intorno al XIX secolo, il suo impero venne spesso pensato come estensione di un modello domestico e morale: l’ideologia vittoriana della famiglia divenne una grammatica dell’imperialismo.
Gli studi recenti sulla famiglia nell’Impero britannico mostrano che le relazioni familiari furono centrali per capire, migrazioni, potere coloniale, identità e amministrazione imperiale.
L’emigrazione verso colonie di popolamento come Canada, Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica fu considerata il trapianto perfetto di famiglie britanniche, con lo scopo di avvalorare il proprio modello di famiglia nucleare rispettabile da usare successivamente come esempio.
In questa prospettiva storica, anche il rapporto di difficile convivenza tra Regno Unito e integrazione europea appare meno sorprendente.
Francia e Germania: due modelli opposti di Stato
Ma potremmo parlare di Europa senza un confronto diretto tra Germania e Francia?
Due gemelle eterozigoti entrambe governate dall’ambizione di guidare l’Europa, ma opposte nei metodi di raggiungimento di tale obiettivo. Se la Francia ha sempre fondato il suo credo sulla centralizzazione politica e civile, la Germania si è concentrata sull’organizzazione sociale, economica e disciplinare.
Il loro senso di legittimazione storica nei confronti del trono europeo le ha spinte a essere rivali in continua oscillazione tra conflitto e cooperazione.
In Francia la famiglia nucleare si sviluppa generalmente come unità di proprietà, trasmissione ereditaria e base della cittadinanza.
Il suo ruolo cambia drasticamente dopo la rivoluzione francese e il Codice napoleonico del 1804, la famiglia viene infatti regolata direttamente dallo Stato: matrimonio civile, eredità uguale tra figli, registrazione pubblica e centralità dello Stato nella vita privata.
Nel XIX secolo la Francia resta più rurale rispetto alla Germania e all’Inghilterra, questo prefigura un considerevole spazio politico e sociale occupato dalla piccola famiglia contadina proprietaria.
A differenza della Francia, la Germania sviluppa un sistema di famiglia nucleare maggiormente disciplinare e sociale: prima dell’unificazione nel 1871 molte aree tedesche erano principalmente organizzate attorno all’autorità patriarcale e alla famiglia-ceppo. Con l’ampliamento della società industriale la Germania è capace di costruire una società altamente organizzata e basata su: lavoro salariato, burocrazia, welfare e assicurazioni sociali.
Dopo il 1945 ciò che la distingue dai suoi vicini europei è l’integrazione completa del modello familiare in una base della propria economia sociale di mercato.
Ciò che rende Francia e Germania parenti politicamente stretti, come precedentemente accennato, è la presenza dello Stato come garante degli equilibri della propria società, evitando di affidare il proprio benessere al mercato come nel caso del modello anglosassone.
Tuttavia ancora oggi credono entrambe nella trasformazione della famiglia in una base della stabilità nazionale, creando sistemi politici fondati su Stato forte, protezione sociale e centralità della classe media.
La Francia è fortemente coerente con la storica paura del declino demografico; investendo in assegni familiari, congedi parentali, servizi per l’infanzia e sostegno alle madri lavoratrici. La loro logica non fa una piega: “Una Repubblica stabile ha bisogno di famiglie e figli solidi.”
Se per la Francia la famiglia è il fondamento di ogni cosa, secondo la Germania una società disorganizzata non potrà mai creare un nucleo familiare solido.
Il modello russo: lo Stato sopra l’individuo
Si tende spesso a considerare la Russia culturalmente europea fino a Mosca: in termini puramente geografici è così, ma se si presta un’accurata osservazione alle fondamenta dello stato russo è uno dei modelli di Stato più lontano da quello europeo. Uno Stato enorme, centralizzato e verticale prima ancora di avere una società civile eticamente consapevole. Lo Stato è l’unica forza motrice a cui i cittadini devono orbitare intorno rendendolo la priorità assoluta delle loro vite.
Non a caso durante la Russia zarista, il mir era una comunità rurale che redistribuiva la terra tra le famiglie e controllava assiduamente la vita sociale.
È stato infatti definito dall’Encyclopaedia Britannica il sistema tradizionale della comunità contadina russa con possesso collettivo della terra e responsabilità condivise.
In una società come quella russa, oggi come ieri, l’individuo è solo una pedina che facilita l’avanzamento dello Stato nella grande scacchiera del mondo.
Famiglia, potere e modelli politici contemporanei
Ci sono Stati che creano cittadini, Stati che organizzano la società, e Stati che dominano e proteggono contemporaneamente la società; tali risultati sono tutt’ora visibili nel panorama geopolitico odierno.









