La Francia accelera verso la sovranità digitale: via Palantir, arriva ChapsVision

francia-sovranita-digitale-palantir-chapsvision – rete di dati luminosa che vira progressivamente verso i colori della bandiera francese, a simboleggiare la spinta della Francia verso la sovranità digitale.
Luca Cadonici
18/06/2026
Interessi

La Francia abbandona Palantir rimuovendolo dal cuore del proprio apparato di intelligence e accellera verso la sovranità digitale. Il 16 giugno il Primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato che la DGSI, il servizio di intelligence interna, sostituirà gli strumenti di analisi dati del colosso americano con quelli della francese ChapsVision: una decisione che chiude quasi un decennio di collaborazione e che diventa il segnale più netto di un’accelerazione verso la sovranità digitale. Perché quel divorzio non arriva isolato. È l’ultimo atto di una sequenza serrata che in pochi mesi ha già portato Parigi ad abbandonare Windows nella pubblica amministrazione e a legare la propria Difesa a un’azienda nazionale di intelligenza artificiale. Tre mosse diverse, un’unica direzione.

Aprile: addio a Windows, benvenuto Linux

Il primo segnale forte arriva in aprile. La DINUM, la Direzione interministeriale per il digitale, annuncia ufficialmente l’abbandono progressivo di Windows in favore di distribuzioni Linux sulle postazioni di lavoro pubbliche. Non un esperimento pilota, ma un impegno strutturato, coordinato insieme all’agenzia nazionale per la cybersicurezza (ANSSI), alla Direzione generale per le imprese (DGE) e alla Direzione degli acquisti dello Stato.

La motivazione è esplicita. «La sovranità digitale non è un’opzione, è una necessità strategica», dichiara Anne Le Hénanff, ministra delegata per l’intelligenza artificiale e il digitale, aggiungendo che la Francia vuole dare l’esempio accelerando la transizione verso soluzioni sovrane, interoperabili e sostenibili.

Il piano va ben oltre il sistema operativo. Ai ministeri viene chiesto di mappare le proprie dipendenze tecnologiche lungo otto categorie — dagli strumenti collaborativi all’antivirus, dai database all’infrastruttura cloud — e di elaborare una tabella di marcia per sostituirle o ridurle. Sono già in campo strumenti sovrani come la messaggistica cifrata Tchap, la videoconferenza open source Visio e la piattaforma FranceTransfert per l’invio sicuro di file, pensati per rimpiazzare i servizi di Microsoft e Google. La posta in gioco, secondo Parigi, sono milioni di postazioni pubbliche e il controllo diretto sui dati dello Stato.

Gennaio: la Difesa sceglie Mistral

Il terreno, del resto, era stato preparato mesi prima. Già a gennaio 2026 l’autonomia tecnologica era entrata nel settore più sensibile, quello militare: il Ministero delle Forze Armate ha siglato un accordo quadro con Mistral AI, la startup parigina fondata nel 2023 da ex ricercatori di Meta e Google DeepMind e diventata in pochi anni il simbolo dell’ambizione europea nell’AI generativa.

L’intesa apre alle forze armate, agli istituti di ricerca e alle agenzie del Ministero l’accesso alle soluzioni dell’azienda, con il coordinamento affidato all’Agenzia ministeriale per l’intelligenza artificiale della difesa (AMIAD). Il principio guida è lo stesso: mantenere il controllo sui dati e sulle tecnologie critiche, riducendo la dipendenza da fornitori extraeuropei in linea con gli indirizzi politici di Emmanuel Macron. Con una valutazione che ha superato i 10 miliardi di euro, Mistral si propone come l’alternativa europea credibile ai grandi player statunitensi e cinesi.

Maggio: anche Berlino sceglie ChapsVision

Pochi mesi dopo la mossa di Parigi sulla Difesa, è la Germania a dare un segnale di svolta. A maggio diversi media tedeschi — WDR, NDR e Süddeutsche Zeitung — riferiscono che il Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV), l’agenzia di intelligence interna, ha scelto il software ArgonOS della francese ChapsVision al posto delle tecnologie dell’americana Palantir. Una decisione descritta come un chiaro segnale politico e strategico.


Banner pubblicitario

L’obiettivo di Berlino è lo stesso che muove Parigi: ridurre la dipendenza dalle piattaforme statunitensi nei settori più sensibili, a partire dalla sicurezza nazionale e dalla cybersicurezza. Secondo POLITICO, il software francese servirà al BfV per analizzare grandi quantità di dati strutturati e non strutturati, predisponendoli per il lavoro degli analisti.

Marc Henrichmann, a capo della commissione parlamentare che vigila sui servizi segreti tedeschi, ha letto la scelta come «un chiaro segnale a favore della sovranità digitale europea». Ma ha posto subito un paletto: il vero banco di prova sarà l’efficacia operativa del sistema, perché le prestazioni devono restare il criterio principale, non la sola origine europea. È la stessa cautela che accompagnerà, settimane dopo, la decisione francese.

Giugno: il divorzio da Palantir

La mossa più clamorosa arriva il 16 giugno. Alla vigilia di VivaTech, il Primo ministro Sébastien Lecornu annuncia che la DGSI abbandonerà Palantir — l’azienda americana cofondata da Peter Thiel, partner della Direzione dal 2016 — per affidarsi alla francese ChapsVision e alla sua piattaforma ArgonOS, pensata per l’analisi massiva di dati eterogenei.

Contestualmente, il governo stanzia centinaia di milioni di euro aggiuntivi per l’IA sovrana e annuncia che gli agenti pubblici avranno accesso a un assistente conversazionale, “l’Assistant“, alimentato proprio da Mistral. ChapsVision prende così il posto di Palantir sul fronte dei dati sensibili, mentre Mistral copre quello dell’IA generale: due fornitori nazionali per un unico messaggio politico.

Il contesto rende la scelta ancora più netta. Lecornu ha collegato la decisione a una restrizione statunitense all’accesso ai modelli di IA più avanzati, citando l’impossibilità di dipendere dal «buon volere» di partner capaci di chiudere il rubinetto. È l’argomento della sovranità che vince non per principio, ma per prova dei fatti.

Un movimento che supera i confini francesi

La pressione su Palantir non si ferma alla Francia. L’esercito tedesco ha fatto sapere che non utilizzerà più i prodotti dell’azienda, mentre nel Regno Unito è finito sotto esame il contratto da 330 milioni di sterline che lega Palantir alla gestione dei dati del servizio sanitario nazionale, rimesso in discussione dopo le pressioni politiche e parlamentari. A Londra, il sindaco Sadiq Khan ha bloccato una proposta di contratto da 50 milioni di sterline tra Palantir e la polizia metropolitana, contestandone il rapporto costi-benefici e le modalità di affidamento: una decisione a cui l’azienda ha reagito minacciando un’azione legale.

Restano, però, le incognite di sempre. Le soluzioni europee dovranno dimostrare di reggere il confronto operativo con le controparti di oltreoceano.

La domanda di fondo, allora, non è se l’Europa voglia alternative nazionali — la risposta è ormai evidente — ma se saprà renderle affidabili. Se ChapsVision e Mistral terranno la promessa, la Francia avrà fornito il caso di riferimento per ogni ministero europeo che voglia ridurre la dipendenza senza sacrificare le prestazioni. In caso contrario, la sovranità digitale rischia di restare ciò che è stata troppo a lungo: una parola d’ordine sulla carta.