Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?

destra sinistra
Marco Ghini
12/10/2026
Poteri

Il 4 ottobre 2026 Matteo Renzi dalla Leopolda ha invitato i riformisti di Forza Italia a “venire con noi”. Tajani ha risposto gelido che “Il centro è uno solo: Forza Italia”.
Occhiuto ha aggiunto che Renzi “sbaglia completamente l’analisi dell’attuale scenario politico” e ha ribaltato l’appello: che ci fa Renzi con questa sinistra?

E Forza Italia con questa destra?

“È evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra”.

Occhiuto ha ragione su Renzi, ma temo che sbagli anche lui l’analisi dell’attuale scenario politico. Le grandi categorie del passato, destra e sinistra, non sono più sufficienti a descrivere la realtà politica. Oggi il vero spartiacque non è più ideologico, ma metodologico e culturale: moderatismo vs populismo.

Il populismo, infatti, non è solo un metodo comunicativo che banalizza questioni complesse; è una risposta sbagliata a un reale senso di sfiducia nella politica, che però lo aggrava sensibilmente, incentivando l’astensionismo. E non a caso, l’astensionismo aumenta quanto più i partiti moderati, invece di combattere il populismo, lo abbracciano.

Il moderatismo è il suo opposto. E per ora sta perdendo un po’ ovunque, tranne che a Bruxelles, dove la “maggioranza Ursula”, ha unito i moderati, Popolari, Liberali e Socialisti per isolare gli estremismi.

Anche in Italia abbiamo avuto un modello di governo moderato, con Monti e Draghi, ma quelle “maggioranze Ursula” domestiche non sono state una vittoria della politica, bensì una sconfitta, nate da una supplenza del Quirinale.

Tra l’altro, un possibile esito delle prossime elezioni politiche è proprio che, certificata l’impossibilità delle due coalizioni di governare, si avrà il terzo governo del Presidente in 16 anni.

E se si avesse lo stesso risultato partendo dal basso?
Se fossero gli stessi partiti moderati a unirsi?
Nessuno discute la necessità delle coalizioni: solo che l’approccio attuale dei partiti è quello del tutti contro, destra o sinistra. Destra e sinistra italiane hanno distanze siderali, ma non tra di loro, bensì al loro interno.

Non è un caso che le anime delle due coalizioni sono divise in Europa, e che proprio PD e FI siano parte della stessa maggioranza a Strasburgo.

Dunque, se le coalizioni vanno fatte, vanno fatte cambiando criterio, unendo i moderati. In Italia abbiamo avuto governi di tutti populisti, di tutti sinistri, di tutti destri. Il governo di tutti i moderati è l’unico tipo di governo che ancora ci manca ed è l’unico che ci serve.

E se qualcuno dicesse che non è pensabile una maggioranza moderata destra-sinistra, rispondetegli: davvero ci sono più differenze tra PD e FI che tra FI e Vannacci o PD e M5S?

E il centro?
Il ruolo del centro sarebbe fondamentale: dovrebbe essere promotore e fulcro di tale iniziativa. Altro che coalizione dei partiti di centro! Altro che bacino elettorale ristretto: una delle chiavi di lettura della recente vittoria di Magyar in Ungheria è che la stragrande maggioranza dell’elettorato è moderato.
L’accozzaglia “tutti contro Orbàn” fallì; la coalizione moderata ha vinto e ha sconfitto non solo il populismo, ma anche l’astensione!

Calenda vuole superare il bipopulismo: sacrosanto invito. Inizi con l’unire il centro, senza cedere a personalismi e poi lavori per unire i moderati. Occhiuto, Renzi, Tajani, Picierno, Marattin. I loro partiti sono già nella stessa maggioranza, in Europa!

L’esito di un governo di moderati è possibile, anche nato dal basso.
Se i moderati sapranno unirsi, i populisti avranno sempre meno peso e non potranno più ricattarli. La politica alzerà l’asticella, perché per prendere le distanze dal populismo, dovrà essere seria, credibile, efficace. E una politica convincente, opposta al populismo, porta voti. Io sono convinto che sarebbe una cura anche per l’astensionismo.

Non si combattono gli estremismi e i populismi con estremismi e populismi di senso opposto, ma riportando la politica al centro.