L’Indonesia si prende la scena: svolta su Israele e niente più dazi per l’UE
Tra diplomazia e commercio, l’Indonesia di Prabowo Subianto ha scelto di alzare la voce sulla scena globale.
A New York, il presidente del più popoloso paese islamico del mondo (che però è stato anche tra i pochi a liberalizzare parzialmente le conversioni al cristianesimo) ha spiazzato l’ONU con un inatteso appello a garantire la sicurezza di Israele, proprio mentre a Bali veniva siglato uno storico accordo commerciale tra l’arcipelago e l’Unione Europea.
Il presidente Prabowo sorprende l’Assemblea generale dell’ONU
Con un discorso piuttosto deciso, il presidente indonesiano Prabowo Subianto ha scelto l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York per ridefinire l’immagine internazionale del suo Paese.
Per la prima volta dopo anni di assenza di un leader indonesiano dal podio dell’ONU, Prabowo ha posto la questione israelo-palestinese al centro della sua agenda, assumendo un tono che molti esperti hanno letto come un vero e proprio cambio di passo.
La svolta sulla pace tra Israele e Palestina
Di fronte ai delegati, Prabowo ha dichiarato che la sicurezza di Israele deve essere garantita come condizione imprescindibile per una pace reale e concreta.
Parole inattese, toni importanti e tanto gesticolare nel suo discorso da parte del leader di un Paese che, di fatto, non intrattiene ancora relazioni diplomatiche con Tel Aviv.
Prabowo ha promesso che l’Indonesia riconoscerà Israele se e quando quest’ultima riconoscerà formalmente lo Stato di Palestina, e ha concluso con un inedito “Shalom”, accolto con sorpresa e applausi nell’aula.
Ancora più sorprendente è stata l’offerta di inviare fino a 20.000 caschi blu indonesiani in zone di crisi, dal Medio Oriente all’Ucraina, per testimoniare la volontà di Jakarta di essere un attore credibile sul terreno della sicurezza internazionale.
Il ponte economico con l’Europa: una mossa strategica per l’Indonesia
Nelle stesse ore, a Bali si chiudeva un negoziato che ha richiesto quasi un decennio: l’Indonesia e l’Unione Europea hanno siglato un accordo di libero scambio che liberalizza oltre il 90% delle esportazioni reciproche.
Per Jakarta ciò significa rafforzare l’accesso ai mercati europei per prodotti strategici come olio di palma, caffè e capi di abbigliamento, mentre Bruxelles punta a consolidare le proprie catene di approvvigionamento di minerali critici come nichel e rame, fondamentali per la transizione green.
Tale intesa arriva in un momento di tensioni globali sui dazi, soprattutto per gli europei che cercano di svincolarsi da Trump, e di ricerca di alternative alla dipendenza da Pechino, soprattutto da parte degli asiatici. Ricordiamo che entro la fine dell’anno si dovrebbe arrivare anche all’accordo con l’India.
Il patto tra Unione Europea ed Indonesia, dunque, getta un nuovo ponte commerciale che in futuro potrà avere un valore strategico ben superiore ai risparmi che produrrà nell’immediato (quantificabili in meno di un miliardo all’anno).
Jakarta alla ricerca di un nuovo ruolo internazionale
Il doppio binario seguito da Prabowo Subianto — apertura diplomatica su un tema cruciale come il conflitto israelo-palestinese e rilancio economico con l’Europa — rappresenta un’evoluzione rapida e decisa della postura internazionale dell’Indonesia.
Da Paese tradizionalmente prudente e attento a mantenere un basso profilo nelle grandi dispute geopolitiche, Jakarta sembra ora determinata a proporsi come attore globale con un ruolo sia di mediatore politico sia di hub economico emergente.
Il messaggio è chiaro: l’Indonesia non intende più limitarsi a osservare gli equilibri internazionali, ma vuole contribuire a ridisegnarli.
Questo nuovo protagonismo di Jakarta, tuttavia, richiederà una gestione delicata. Sul fronte interno, il rischio di frizioni è concreto: l’opinione pubblica indonesiana è storicamente solidale con la causa palestinese, e il richiamo esplicito di Prabowo alla sicurezza di Israele potrebbe generare contraccolpi in politica interna.
Sul piano degli esteri, invece, la sfida sarà consolidare la credibilità come interlocutore affidabile sia per i partner occidentali sia per i Paesi musulmani, che guardano con attenzione alle scelte di Jakarta.
Se riuscirà a bilanciare questi due livelli, Prabowo potrà trasformare le sue mosse in una strategia duratura, capace di rafforzare la centralità dell’Indonesia nell’Indo-Pacifico e di farne un punto di riferimento anche al di là del Sud-Est asiatico.








