Tiktok come la droga. Bruxelles fa finalmente la sua mossa

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Sara Lajoux
27/02/2026
Poteri

Potremmo essere a un passo da una svolta storica per la regolamentazione delle piattaforme digitali in Europa: la Commissione Europea ha avviato un’indagine su TikTok, accusata di essere “addictive by design” (ovvero “programmata apposta per indurre dipendenza”).

L’applicazione, usata ormai da un europeo su tre con picchi molto più alti tra i giovani, è finita sotto scrutinio per le sue caratteristiche progettuali che, secondo le autorità europee, sfruttano le vulnerabilità cognitive degli utenti, in particolare dei minori, per massimizzare il tempo trascorso sulla piattaforma.

Tra le funzionalità incriminate ci sono l’algoritmo di raccomandazione personalizzato, lo scorrimento infinito dei video (il cosiddetto feed “For You”) e le notifiche push continue che sollecitano ininterrottamente l’attenzione degli utenti.

Se l’indagine confermasse i sospetti, Tiktok riceverebbe una multa fino al 6% del suo fatturato annuale in tutto il mondo, ma soprattutto l’ingiunzione di rinunciare a quegli strumenti di assuefazione che sono l’essenza stessa del suo successo.

Era ora

L’indagine arriva dopo anni di pressioni da parte di pubblici ufficiali, associazioni e uomini di scienza.
Tra le voci più critiche, la deputata dei Verdi europei Alexandra Geese ha dichiarato che “le piattaforme come TikTok sono progettate per creare dipendenza, specialmente tra i giovani”.
Anche l’associazione francese “Collectif Citoyen pour l’Éthique Numérique” ha rimarcato che “le piattaforme digitali non possono continuare a sfruttare le vulnerabilità cognitive dei minori senza alcuna regolamentazione”.

Le ha fatto eco il Children’s Commissioner del Regno Unito, che nel 2022 ha pubblicato un rapporto intitolato “Life in Likes”, in cui sottolineava come le piattaforme social sfruttino meccanismi di gratificazione immediata per trattenere gli utenti più giovani.
Secondo il rapporto, “le piattaforme come TikTok utilizzano tecniche simili a quelle del gioco d’azzardo per mantenere l’attenzione dei minori”.

L’indagine della Commissione Europea rappresenta un passo significativo verso una regolamentazione più stringente delle piattaforme digitali, soprattutto alla luce del nuovo Digital Services Act entrato in vigore nel 2023.

Questo regolamento, che mira a proteggere i diritti digitali dei cittadini europei, potrebbe diventare il primo strumento legale in grado di imporre cambiamenti sostanziali alle pratiche delle grandi aziende tecnologiche.

Cosa vuol dire “addictive by design”

Il termine “addictive by design” si riferisce a una strategia di progettazione che sfrutta le debolezze cognitive e psicologiche degli utenti per massimizzare l’uso di una piattaforma.

Nel caso di TikTok, come abbiamo detto, questa accusa si basa su tre elementi chiave: l’algoritmo di raccomandazione personalizzato, il feed infinito e le notifiche push.

L’algoritmo di TikTok è uno dei più sofisticati al mondo. Analizza in modo dettagliato il comportamento dell’utente, come il tempo trascorso su ciascun video, le interazioni (“mi piace”, commenti, condivisioni) e i temi preferiti.
Questi dati vengono utilizzati per creare un feed personalizzato che presenta contenuti altamente coinvolgenti, spesso in linea con gli interessi e le emozioni dell’utente. Tale meccanismo crea un loop di gratificazione che spinge gli utenti a trascorrere sempre più tempo sulla piattaforma.

Il feed di TikTok, noto come “For You”, è progettato inoltre per scorrere all’infinito. Una volta aperta l’app, i video si susseguono automaticamente, senza richiedere alcuna interazione da parte dell’utente.
Ciò riduce al minimo lo sforzo cognitivo necessario per continuare a utilizzare l’app, rendendo più difficile “staccarsi” dalla piattaforma.

Infine, le notifiche push di TikTok sono continue e mirate.
Ogni interazione, anche minima, può generare una notifica, mantenendo l’utente permanentemente coinvolto. Questo sistema, insomma, sfrutta il principio della gratificazione intermittente, simile a quello utilizzato nei casinò, per creare un senso di attesa e di urgenza.

Le violazioni del DSA

Ed è qui che entra in gioco il Digital Services Act, che da due anni impone alle grandi piattaforme digitali di rispettare una serie di obblighi per proteggere i loro utenti.

In particolare, l’articolo 25 impone alle piattaforme di “valutare e mitigare i rischi sistemici”, tra cui quelli legati allo sviluppo di una dipendenza comportamentale.
L’uso di algoritmi opachi e altamente personalizzanti come quello di TikTok potrebbe violare questo principio.

Più avanti, l’articolo 34 richiede che le piattaforme garantiscano la “trasparenza degli algoritmi di raccomandazione”.
TikTok, tuttavia, mantiene tuttora un alto livello di segretezza su come funziona il suo algoritmo, rendendo impossibile per gli utenti e per le autorità regolatrici comprendere appieno come i contenuti vengono selezionati e proposti.
Questa opacità è uno dei motivi principali per cui la Commissione Europea ha avviato l’indagine.

Infine, l’articolo 35 obbliga le piattaforme a “condurre valutazioni periodiche dei rischi”, inclusi quelli legati alla salute mentale dei minori. Ebbene, TikTok è accusata di aver ignorato questo obbligo.

Evidenze scientifiche schiaccianti

Un vasto consenso scientifico, negli ultimi anni, si è formato intorno agli effetti dannosi dell’uso prolungato di TikTok, sul piano psichiatrico, biologico e sociale.

Nel 2022, un team di ricercatori di Oxford ha condotto uno studio su 5.000 adolescenti, analizzando l’impatto di TikTok sulla loro salute mentale.
I risultati hanno rivelato che “l’uso prolungato di TikTok è associato a un aumento del 30% dei sintomi depressivi tra gli adolescenti”. Inoltre, il 25% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi “incapace di controllare il tempo trascorso sull’app”, un chiaro segnale di dipendenza comportamentale.

Nel 2023, in Germania, il Max Planck Institute ha esaminato l’impatto dell’algoritmo di TikTok sul sistema di ricompensa del cervello.
Utilizzando tecniche di neuroimaging, i ricercatori hanno scoperto che “l’algoritmo di TikTok può alterare il sistema di ricompensa del cervello, rendendo gli utenti più suscettibili alla gratificazione immediata”.
Il 45% degli utenti adolescenti mostrava segni di dipendenza comportamentale, tra cui l’incapacità di resistere all’impulso di aprire l’app, e una marcata riduzione delle attività sociali offline.

Sempre nel 2023, in Francia, un rapporto dell’Institut national de la santé et de la recherche médicale ha evidenziato come l’uso intensivo di TikTok possa avere conseguenze negative sulle competenze sociali dei giovani. Secondo lo studio, “l’uso intensivo di TikTok è correlato a un calo significativo delle interazioni sociali offline”. Il 35% degli adolescenti intervistati ha riferito di “preferire l’interazione virtuale a quella reale”, con conseguenze negative sulla loro capacità di comunicare e relazionarsi nel mondo reale.

Nel medesimo anno, un’indagine condotta dal Karolinska Institutet di Stoccolma ha esaminato gli effetti biologici dell’uso di TikTok.
I ricercatori hanno scoperto che “gli utenti intensivi di TikTok presentano livelli più elevati di cortisolo, l’ormone dello stress”.
Inoltre, il 20% degli intervistati ha riportato problemi di sonno correlati all’uso della piattaforma, tra cui difficoltà ad addormentarsi e risvegli notturni frequenti.

Davide contro Golia?

Le probabilità di successo dell’iniziativa della Commissione Europea non sono basse, soprattutto alla luce della recente multa che è stata minacciata a TikTok per l’opacità dei suoi archivi.
Nel 2025, infatti, l’azienda è stata accusata di non aver fornito sufficienti informazioni sul trattamento dei dati degli utenti. La Commissione ha minacciato la solita multa pari al 6% del fatturato globale.

TikTok ha risposto con un’apertura parziale, promettendo di migliorare la trasparenza e di collaborare con le autorità europee.
Tuttavia, molti osservatori ritengono che queste misure siano insufficienti.

Sulla carta, la Commissione avrebbe l’autorità per imporre cambiamenti strutturali, come la modifica dell’algoritmo di raccomandazione o la limitazione delle notifiche push. Il supporto politico da parte dei governi nazionali, per una volta, sarebbe ampio.

Queste azioni potrebbero costringere TikTok a rivedere il proprio modello di business, svincolandolo dalla creazione di dipendenza comportamentale.
La domanda, naturalmente, è: Tiktok può sopravvivere senza quel sistema?

La differenza tra noi e loro

Un nuovo incubo, dunque, si profila all’orizzonte per l’azienda cinese che ha distillato quella che alcuni chiamano “l’arma batteriologica del XXI secolo”, appena pochi mesi dopo il drastico intervento che ha compiuto a suo danno l’amministrazione Trump.

A fine gennaio 2026, dopo anni di esitazioni e proroghe, TikTok USA è stata ceduta a una cordata guidata da Oracle, un’azienda statunitense (vicina al Presidente) specializzata in soluzioni cloud e sicurezza informatica.
Il passaggio di proprietà è avvenuto proprio sotto la pressione del governo federale, che considerava la app cinese una minaccia per la sicurezza nazionale.

La cessione a Oracle, come ci si aspettava, ha portato a cambiamenti significativi nella gestione dei dati e degli algoritmi di TikTok.
La nuova proprietà ha implementato misure di sicurezza per garantire che i dati degli utenti statunitensi non siano più accessibili al governo cinese. Tuttavia, ne ha anche approfittato per rimaneggiare i criteri di censura dei contenuti, a spese di quelli sgraditi a Trump. Ad esempio, durante le proteste di Minneapolis, molti utenti hanno segnalato che i contenuti relativi alle manifestazioni venivano sistematicamente rimossi o “shadowbannati” (cioè resi meno visibili).

In breve, Trump e i tecnocrati suoi alleati non hanno disattivato “l’arma batteriologica del secolo”, ma l’hanno piuttosto sfruttata per i loro stessi interessi.

L’intervento dell’Unione Europea, al contrario, non viene giustificato da ragioni di sicurezza nazionale ma di salute e di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.
La procedura può apparire più lenta, ma anche più legittima, perché smentisce ogni sospetto che le autorità di Bruxelles vogliano soltanto impadronirsi di un comodo strumento di controllo sociale strappandolo di mano alle autorità di Pechino.
La differenza di stile tra le due sponde dell’Atlantico, al momento, è palese. Vedremo quale delle due strategie darà nel complesso i risultati migliori.