Spagna: popolari e Vox stringono intese regionali contro un governo fragile
La politica spagnola è col fiato sospeso. Da un lato un governo centrale che appare logorato da crisi e polemiche; dall’altro un’opposizione che sta cambiando pelle, soprattutto a livello regionale.
Se è vero che Madrid resta il centro simbolico del potere, è nelle comunità autonome (l’equivalente delle nostre regioni) che oggi si sta giocando la partita più delicata.
Il governo Sánchez sotto pressione
Dal punto di vista dell’esecutivo guidato da Pedro Sánchez, il momento è decisamente complicato. Negli ultimi mesi si sono accumulate difficoltà su difficoltà che hanno inciso sulla percezione di stabilità: la gestione dell’emergenza legata alla DANA (la tragica alluvione che travolto il paese nel 2024, provocando vittime e distruzione), gli incidenti ferroviari che hanno alimentato forti proteste e polemiche, l’episodio dell’“Apagón”(blackout totale) che ha riacceso il dibattito sull’infrastruttura energetica nel paese.
A questo si aggiungono scandali e ombre politiche che hanno coinvolto figure di primo piano, molto vicine al primo ministro spagnolo.
Su tutti, il caso di José Luis Ábalos, meglio noto in Spagna come “caso Koldo”, che ha avuto un impatto rilevante sull’immagine del governo, visto lo scandalo corruzione, così come le critiche rivolte al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, accusato di cattiva gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza. Nel frattempo, la maggioranza parlamentare resta fragile, vincolata a equilibri complessi e a compromessi con forze territoriali e indipendentiste.
Ragion per cui l’opposizione ha iniziato a muoversi con maggiore decisione, soprattutto sul terreno regionale, facendo leva sul forte segnale che tali votazioni potrebbero inviare all’esecutivo.
Il nuovo asse dell’opposizione
Il Partido Popular guidato da Alberto Núñez Feijóo ha recentemente fissato un quadro nazionale per gli accordi con Vox.
Un “documento marco” (ossia un accordo-quadro) che punta a uniformare le trattative nelle diverse comunità autonome, con criteri molto chiari: rispetto della proporzionalità uscita dalle urne, approvazione dei bilanci per garantire stabilità, difesa dell’unità nazionale e del quadro costituzionale.
Pare però che il leader di Vox, Santiago Abascal, abbia accolto con forte irritazione il documento proposto dal PP, definendolo “incorrecto”. A suo giudizio, impostare un quadro di negoziazione come se il Partido Popular dovesse in qualche modo “domare” Vox rappresenta un errore politico e un approccio fuori luogo, oltre che una mancanza di rispetto verso dirigenti regionali popolari come María Guardiola e Jorge Azcón, impegnati direttamente nelle trattative sui territori.
La portavoce del PP al congresso, Ester Muñoz, ha poi risposto alle critiche, invitando Abascal alla calma, definendo il documento come un “embrione” per le trattative, pensato per dare trasparenza e certezza al dialogo, specialmente ora che PP e Vox devono formare governi stabili nelle autonomie dove il PP non ha maggioranza assoluta.
Ester Muñoz ha difatti sottolineato che il testo è una dichiarazione di intenti e non una imposizione, e si è detta convinta che sarà possibile raggiungere un accordo con Vox, ribadendo che i cittadini “hanno parlato chiaro” con il loro voto nelle ultime regionali.
Le regionali come grande test per un futuro esecutivo
Tralasciando per un momento la dimensione nazionale, le comunità autonome stanno diventando veri e propri banchi di prova politici.
Nell’Extremadura il PP ha cercato di consolidare la propria leadership dopo aver messo da parte le resistenze interne e centralizzato la trattativa con Vox.
Nell’Aragón il risultato elettorale ha reso inevitabile un dialogo strutturato.
Castilla y León rappresenta una sfida: se l’alleanza dovesse rafforzarsi lì, si consoliderebbe un modello esportabile altrove.
Ma perché è importante tenere conto di questi territori?
In realtà, questi contano più di quanto possa sembrare. Sono aree con un forte peso simbolico, legate a temi come agricoltura, fiscalità regionale, politiche familiari, sicurezza. Questioni che il PP ha inserito nel proprio decalogo come priorità: riduzione delle imposte autonome, lotta all’occupazione abusiva, sostegno al settore primario, revisione delle politiche energetiche.
Nel frattempo, Vox capitalizza un malcontento diffuso nelle zone rurali e periferiche, intercettando voti che un tempo si distribuivano tra popolari e socialisti.
Il punto di incontro tra Feijóo e Abascal
L’incontro tra Feijóo e Santiago Abascal ruota attorno ad alcuni punti concreti: centralità dell’unità nazionale, critica alla gestione dell’immigrazione irregolare, attenzione alla sicurezza, revisione di politiche ambientali considerate penalizzanti per l’industria e l’agricoltura.
Feijóo cerca di mantenere un profilo istituzionale, parlando di stabilità e governabilità, tracciando una linea rossa col divieto per Vox di allearsi con il controverso partito basco Bildu, ma trovando un punto di incontro con la stessa Vox in alcune proposte come la proibizione del burqa negli spazi pubblici.
Vox insiste più su identità e sovranità.
Se è vero che le differenze restano, è altrettanto vero che la distanza si è ridotta e non di poco, rispetto a qualche anno fa.
L’ipotesi di un’intesa stabile nelle regioni potrebbe normalizzare l’alleanza, rendendola in tal caso meno eccezionale agli occhi dell’elettorato, in vista delle prossime elezioni generali in Spagna.
Un equilibrio in costante evoluzione
Allo stato attuale, la Spagna si trova in una fase di ridefinizione degli equilibri politici. Il governo Sánchez appare indebolito da una somma di crisi e da una maggioranza troppo assortita.
L’opposizione sta costruendo un’alternativa che parte dai territori e che potrebbe diventare modello nazionale.
Per Feijóo, le regionali possono essere un passaggio chiave: dimostrare capacità di governo, garantire bilanci approvati e presentarsi come forza affidabile. Per Vox, l’obiettivo è consolidare la crescita e ottenere un ruolo determinante nelle giunte autonome.
Nel frattempo, l’elettorato osserva. Le comunità come Extremadura, Aragón e Castilla y León stanno anticipando dinamiche che potrebbero riflettersi nel cuore di Madrid.
Se l’asse PP-Vox reggerà alla prova della gestione quotidiana, la politica spagnola potrebbe entrare in una nuova fase. Se invece emergeranno tensioni, l’instabilità tornerà a essere il tratto dominante.








