Silent Crow e i Cyberpartigiani della Bielorussia: cyber-attacco contro Aeroflot scuote Mosca
Una massiccia operazione di sabotaggio informatico ha colpito la compagnia di bandiera russa Aeroflot, il più grande vettore aereo del Paese e simbolo del trasporto civile russo. Fondata nel 1923, Aeroflot è una delle più antiche compagnie aeree del mondo e rappresenta tuttora un asset strategico per il Cremlino. A rivendicare l’attacco sono stati i gruppi Silent Crow (ucraino) e i Cyberpartigiani della Bielorussia, da tempo noti per azioni coordinate nel cyberspazio a sostegno della resistenza ucraina e della lotta contro i regimi autoritari dell’area post-sovietica.
Secondo BBC News, l’attacco ha avuto conseguenze immediate su decine di voli nazionali e internazionali, generando caos negli aeroporti moscoviti. Anche ABC News Australia ha evidenziato come l’operazione abbia colpito duramente un simbolo della mobilità interna russa, con riflessi strategici e propagandistici.
Un anno di preparazione per un crollo totale
L’attacco, secondo quanto riferito dai gruppi responsabili su Telegram e confermato da diverse fonti OSINT, sarebbe stato pianificato per oltre un anno e avrebbe portato alla distruzione di circa 7.000 server, con la sottrazione di fino a 20 terabyte di dati sensibili. Il crollo ha interessato l’intera infrastruttura IT della compagnia aerea, paralizzandone le operazioni e generando cancellazioni e ritardi in decine di aeroporti, soprattutto nella capitale Mosca.
Fonti interne riportano anche che l’attacco avrebbe coinvolto sistemi critici come storici di volo, email aziendali, strumenti di sorveglianza interna e accesso remoto. I cyberattivisti hanno inoltre minacciato la pubblicazione dei dati personali di tutti i cittadini russi che abbiano mai volato con Aeroflot.
Sistemi obsoleti e scarsa igiene informatica
A rendere possibile l’attacco, secondo i Cyberpartigiani, è stata una combinazione di negligenza e obsolescenza tecnologica: l’amministratore delegato non avrebbe cambiato la propria password dal 2022 e l’azienda farebbe ancora uso di Windows XP e Windows Server 2003. I dipendenti avrebbero inoltre ignorato sistematicamente le più basilari regole di sicurezza informatica, rendendo l’infiltrazione solo “una questione di tempo”.
Chi sono Silent Crow e i Cyberpartigiani della Bielorussia
Silent Crow è un gruppo di hacktivisti filo-ucraini comparso negli ultimi anni nel contesto della guerra ibrida contro la Russia. Agisce principalmente attraverso campagne di sabotaggio informatico mirate a colpire infrastrutture critiche, servizi statali e obiettivi simbolici. Il gruppo opera sotto forma di collettivo, con una forte impronta patriottica, e utilizza canali Telegram per rivendicare le proprie azioni e diffondere messaggi politici.
I Cyberpartigiani della Bielorussia, invece, sono un gruppo ben più strutturato e attivo sin dal 2020, noto per le sue azioni contro il regime autoritario di Aleksandr Lukašenko. Nel tempo, si sono specializzati in operazioni cibernetiche complesse che includono il sabotaggio digitale, l’intercettazione di comunicazioni e la pubblicazione di dati sensibili. Hanno stretto un’alleanza informale con gruppi ucraini dopo l’invasione russa del 2022, nel contesto di una comune opposizione a Mosca. Il gruppo si definisce un collettivo hacktivista per la liberazione della Bielorussia, ed è stato anche oggetto di inchieste internazionali, come riportato dal loro sito ufficiale.
Entrambi i gruppi agiscono al confine tra attivismo politico, guerra informatica e sabotaggio, rendendo sfumata la linea che separa operazioni indipendenti da possibili collegamenti con apparati statali.
Conferme ufficiali e implicazioni geopolitiche
Anche fonti ufficiali russe, inclusa la Procura generale della Federazione Russa, hanno confermato l’esistenza di un attacco informatico ai sistemi di Aeroflot, aprendo un’indagine penale sull’incidente. Le autorità hanno parlato genericamente di un “malfunzionamento” dei sistemi informativi, senza però fornire dettagli tecnici o tempistiche per il ripristino completo.
Il deputato russo Anton Gorelkin ha dichiarato: “La guerra contro il nostro Paese si combatte su tutti i fronti, compreso quello digitale”. Una dichiarazione che riflette il crescente impatto delle operazioni cibernetiche nel conflitto russo-ucraino.
Cyberspazio e alleanze nella guerra ibrida
L’attacco ad Aeroflot rappresenta uno dei casi in cui un’azione cibernetica ha un impatto immediato e tangibile sulla popolazione civile, colpendo migliaia di passeggeri e compromettendo un’infrastruttura simbolica dello Stato russo. Ancora più rilevante è la cooperazione transnazionale tra gruppi hacktivisti, come i Silent Crow e i Cyberpartigiani della Bielorussia: una fratellanza digitale tra attori non statali uniti da un nemico comune, che agisce al di fuori dei tradizionali confini geopolitici e militari.
La battaglia nel cyberspazio si conferma così uno degli strumenti chiave del conflitto ibrido contemporaneo, capace di destabilizzare infrastrutture reali attraverso strumenti digitali, e ridefinire il concetto stesso di guerra, alleanza e sovranità.








