A scuola di italiano in Ucraina con i volontari di STUR

Nanni Schiavo
07/05/2026
Poteri

Non c’è solo la trincea per i volontari italiani sul fronte ucraino, l’iniziativa per una scuola di italiano a Kyiv.

Arriviamo all’Università Ševčenko che la classe già ci attende, sono una trentina di ragazze ucraine del corso di lingue, che studiano l’italiano e lo praticano grazie al contributo dei ragazzi di STUR.

L’associazione STUR è un’organizzazione senza scopo di lucro che svolge attività volte al sostegno, orientamento e protezione dei volontari italiani e non che contribuiscono al diritto di autodeterminazione dello Stato e del popolo ucraino. Sono ragazzi come noi che scelgono di credere nella resistenza dell’Europa dalla prima linea. Operano attraverso varie attività: consegna di cibo italiano ai volontari, consegna di attrezzatura, sostegno psicologico per loro e i loro familiari e quello che di volta in volta serve. Adesso sono impegnati anche in questa attività culturale.

Come spiega l’insegnante della classe di italiano “questa è l’unica occasione che le studentesse hanno di praticare la lingua con dei nativi italiani”, in un incontro significativo basato sul dialogo e sullo scambio di esperienze. Ancora “un momento di confronto che rafforza la comprensione reciproca e la cooperazione internazionale”.



Come associazione STUR, ci spiega Polo, il Presidente, “organizzare incontri come questo presentano diversi punti di forza e opportunità per i soggetti coinvolti nel progetto”. Fa vedere agli studenti e alle studentesse come ci siano cittadini europei fisicamente al loro fianco, partecipando alla difesa del territorio e non solo. L’iniziativa mostra come non ci sia solo la trincea per i ragazzi di STUR, ma che invece sia una realtà capace di dialogare e sviluppare iniziative anche con realtà accademiche, entrando in contatto con la nuova generazione ucraina in un percorso di formazione di alto livello. In ultimo, ma non per importanza, crea uno spazio di dialogo dove le differenze culturali si incontrano e confrontano. Le domande delle studentesse, che diventano un’occasione di conversare in italiano, sono quelle che si possono immaginare: perché siete venuti a difendere l’Ucraina?

È parimenti importante, per il morale dei volontari italiani partecipare ad eventi che favoriscano il loro inserimento nel tessuto sociale ucraino, sentirsi apprezzati per il lavoro che svolgono sul campo e soprattutto vivere momenti di serenità e leggerezza.

L’atmosfera è rilassata, in un contesto come quello della capitale ucraina dove la tranquillità è stata minacciata dall’invasore, il dialogo interculturale e interlinguistico è lo strumento di pace ideale.

Dalle colonne L’Europeista una proposta per STUR

La comunità italiana di amici della causa Ucraina ha dimostrato di essere molto intraprendente. In Italia ci sono molti ragazzi e ragazze che sono pronti a fare qualcosa per l’Ucraina: perché non immaginate di organizzare questo club di conversazione in italiano in forma permanente? Si tratta di trovare un po’ di volontari, e quelli non mancano, e organizzare un calendario con dei link a degli incontri da remoto. Questa potrebbe essere una buonissima idea, noi vi aiuteremo molto volentieri ad implementarla.

Sarebbe un bel modo di fare un altro pezzetto d’Europa, coinvolgendo una base più ampia e supportando ancora di più chi vuole imparare la nostra lingua.

Io e la redazione de L’Europeista vi ringraziamo per quello che fate e vi aiuteremmo volentieri in questo progetto.