Salvini querela il direttore Falasca: la Lega porta la critica politica in tribunale?

Redazione
23/11/2025
Poteri

La Procura di Trento ha notificato a Piercamillo Falasca, direttore de L’Europeista, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per diffamazione a mezzo stampa (art. 595 c.p.), nell’ambito del procedimento avviato a seguito di una querela presentata dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Secondo quanto risulta dall’atto, la querela contesta tutti i commi dell’articolo 595 del codice penale, compreso quello relativo alla diffamazione rivolta nei confronti di un corpo politico.

La vicenda riguarda un post pubblicato da Falasca su X, nel quale il direttore commentava criticamente alcune dichiarazioni di Salvini relative agli investimenti europei nella difesa. Il leader della Lega aveva sostenuto che un aumento della spesa comune nel settore finirebbe per favorire principalmente l’industria tedesca; una tesi che Falasca aveva contestato con forza, evidenziando – in una prospettiva opposta – la solidità e la competitività dell’industria italiana della difesa e i benefici che maggiori investimenti europei potrebbero generare per le capacità industriali e tecnologiche del Paese.

Nel post, formulato con toni particolarmente duri e politici, Falasca criticava inoltre la posizione internazionale assunta da Salvini, sostenendo che quell’approccio potesse finire per avvantaggiare, sul piano geopolitico, gli interessi della Federazione Russa. Alcune delle espressioni utilizzate nel messaggio – che non riproduciamo per la natura stessa del procedimento – sono state ritenute lesive dal querelante e sono ora oggetto della valutazione della Procura.

La vicenda si inserisce inoltre nel contesto dei rapporti, documentati e noti, tra la Lega e Russia Unita, il partito presieduto da Vladimir Putin: un legame politico dichiarato negli anni passati, oggetto di un memorandum d’intesa mai revocato tra i due partiti, che costituisce parte della base fattuale richiamata da Falasca per formulare il proprio giudizio politico.

Secondo quanto previsto dalla normativa, l’avviso di conclusione delle indagini apre una finestra procedurale in cui la difesa può presentare memorie, documenti o chiedere l’audizione dell’indagato. L’avvocato del direttore Falasca sta predisponendo una memoria difensiva con cui verrà chiesta l’archiviazione del caso, sostenendo che il contenuto del post rientri pienamente nel perimetro del diritto di critica politica garantito dall’articolo 21 della Costituzione e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Nel frattempo, il direttore ha confermato che continuerà a svolgere il proprio lavoro “con piena trasparenza e nel rispetto della libertà di informazione”, sottolineando che l’attività giornalistica e l’opinione pubblica non possono essere limitate da iniziative giudiziarie controverse.

L’Europeista seguirà ovviamente gli sviluppi della vicenda.