La pace che si sta trattando per l’Ucraina non è né giusta né duratura

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Simone Caretti
19/12/2025
Frontiere

Le trattative di pace per il conflitto in Ucraina sono un tema centrale per l’Unione Europea, preoccupata di promuovere i propri valori di sovranità, democrazia e cooperazione internazionale.
Tuttavia, le proposte attuali rischiano di non garantire una soluzione equa e stabile, considerando la situazione sul terreno e le dinamiche politiche.

Analizziamo i motivi principali, considerando gli sviluppi della recente riunione di Berlino del 15-16 dicembre 2025, che ha mostrato l’impegno europeo ma anche le sfide tuttora persistenti.

La riunione di Berlino: progressi europei, ma con limiti


La riunione di Berlino, organizzata dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, ha coinvolto leader europei, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e rappresentanti statunitensi come Jared Kushner e Steve Witkoff.

Sono state discusse garanzie di sicurezza per l’Ucraina, tra cui una forza multinazionale europea con supporto USA, un meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco e il mantenimento di un esercito ucraino di 800.000 unità.
Zelensky ha parlato di “progresso concreto”, con il 90% delle questioni affrontate (dal quale però, significativamente, restavano escluse le questioni territoriali), e ha indicato la necessità di presentare proposte alla Russia a breve.
Nonostante ciò, non c’è stato accordo su concessioni territoriali, e Putin ha rifiutato compromessi.

L’incontro ha evidenziato l’unità europea, con Ursula von der Leyen che ha sottolineato i passi avanti grazie alla collaborazione UE-Ucraina-USA, ma resta chiaro che una pace duratura richiede misure più solide in linea con gli interessi europei.

Il Donbas non è completamente sotto controllo russo, e le parti ucraine sono ben difese

Il Donbas rimane un’area divisa: la Russia ne controlla una parte sostanziale, ma zone chiave sono ancora in mano ucraina e ben protette. Le forze ucraine hanno recuperato terreno vicino a Pokrovsk, e cedere queste posizioni esporrebbe l’Ucraina a maggiori rischi.
L’UE sostiene questa difesa attraverso aiuti, riconoscendo che una pace che non tenga conto di questi equilibri potrebbe non essere equa.

Assenza di garanzie contro un nuovo attacco russo

L’UE enfatizza la necessità di garanzie di sicurezza simili all’Articolo 5 della NATO per prevenire future aggressioni. A Berlino si è parlato di una forza multinazionale e monitoraggio, ma senza meccanismi vincolanti, il rischio di un riattacco rimane. Le posizioni di Putin confermano la difficoltà di raggiungere un accordo stabile.

L’economia russa è troppo dipendente dalla guerra per una riconversione facile

L’economia russa è orientata verso la guerra, con risorse che riguardano buona parte del PIL.
Le sanzioni UE mirano a contrastare questo, ma una pace improvvisa potrebbe creare instabilità in Russia, il che riduce gli incentivi a raggiungerla.
Una transizione economica è necessaria per una soluzione duratura, poiché molti russi al giorno d’oggi sopravvivono proprio grazie all’economia di guerra.

Zelensky rischierebbe in prima persona se cedesse territori

Zelensky non può cedere territori senza violare la costituzione ucraina, il che lo esporrebbe a rischi legali come l’impeachment. A Berlino ha insistito su una pace dignitosa, in linea con il sostegno UE alla sovranità ucraina. Sa che qualunque compromesso territoriale con la Russia potrebbe spaccare e polarizzare la società ucraina.

L’Ucraina si difende bene a Kupiansk e Pokrovsk

Grazie agli aiuti europei, l’Ucraina resiste: a Kupiansk controlla il 90% della città, dove ha isolato truppe russe; a Pokrovsk ha respinto attacchi e recuperato terreno. Questi risultati indicano che trattative che ignorino questa forza non sarebbero giuste.

Trump cerca il Nobel, ma la maggioranza dei repubblicani è pro-Ucraina

Trump aspira al Nobel, ma le sue idee contrastano con il sostegno bipartitico USA all’Ucraina. A Berlino, la collaborazione transatlantica è stata evidente, ma una pace imposta potrebbe mancare di basi solide.

In conclusione, da una prospettiva europeista, le trattative devono riflettere valori condivisi come la solidarietà.
La riunione di Berlino è un passo avanti, ma senza risolvere pienamente garanzie, territori e aspetti economici, gli accordi rischiano di essere instabili. L’Europa deve giocare un ruolo chiave per una pace giusta e duratura.