Napoli al centro del dibattito sulla giustizia: oggi parte il tour per il SÌ alla separazione delle carriere
Oggi Napoli diventa il punto di avvio di una campagna che punta a incidere nel merito del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere. Alle 11 prende ufficialmente il via SìSepara, il tour promosso dal comitato della Fondazione Luigi Einaudi a cui L’Europeista ha aderito fin da subito, con la partecipazione nel comitato promotore del Direttore Piercamillo Falasca. L’obiettivo comune è chiaro: portare nel Paese un confronto pubblico strutturato sulla riforma della giustizia e sui suoi effetti istituzionali.
Non si tratta di un appuntamento simbolico fine a se stesso, ma dell’ingresso della campagna referendaria nella sua fase più visibile e partecipata. Il tema – il rapporto tra giudice e pubblico ministero, la terzietà del processo, la fiducia dei cittadini – viene sottratto alla dimensione astratta per essere discusso nei territori, a partire da una città che da sempre rappresenta un laboratorio civile e politico dell’Italia contemporanea.
Perché partire da Napoli
La scelta di Napoli come prima tappa non è neutra. Qui la giustizia è spesso percepita come un fattore decisivo nella vita quotidiana, tra aspettative di tutela, esigenze di efficienza e domande di equità. Avviare il tour da questo contesto significa misurare la proposta della separazione delle carriere con una realtà complessa, dove il funzionamento delle istituzioni non è un tema per addetti ai lavori, ma una questione concreta per i cittadini.
In questa chiave, l’evento di oggi assume un valore che va oltre la mobilitazione politica: è un test sulla capacità di spiegare una riforma costituzionale senza ricorrere a semplificazioni o contrapposizioni ideologiche.
Il senso dell’iniziativa
Il tour SìSepara nasce con l’intento di sostenere il SÌ alla separazione delle carriere, ma anche di favorire una discussione informata sui contenuti della riforma. Al centro del confronto c’è l’idea di una giustizia più terza, in cui chi giudica e chi accusa seguono percorsi professionali distinti, incontrandosi solo nel processo, nel rispetto dei ruoli e delle garanzie.
Secondo i promotori, chiarire questa distinzione non significa indebolire l’azione penale, bensì rafforzare l’indipendenza della magistratura e la credibilità complessiva del sistema. È su questo equilibrio – tra autonomia, responsabilità e fiducia pubblica – che la campagna punta a misurarsi con l’opinione pubblica.
Un dibattito che entra nel vivo
Con l’appuntamento di oggi, la riforma esce definitivamente dalle aule parlamentari e dai documenti tecnici per diventare oggetto di discussione pubblica. Il tema dei Consigli superiori, della disciplina affidata a un’Alta Corte autonoma e del superamento delle logiche correntizie non viene presentato come un pacchetto chiuso, ma come un insieme di scelte che meritano di essere comprese e valutate nel loro insieme.
In un Paese spesso diviso tra giustizialismo e garantismo, l’iniziativa napoletana prova a collocarsi in una zona intermedia: quella di una riflessione liberale e europeista, che guarda alla qualità delle istituzioni come condizione per la tenuta democratica.
Oltre gli slogan
L’evento di oggi a Napoli segna dunque l’inizio di una campagna che ambisce a parlare a un pubblico più ampio, non limitato agli specialisti del diritto. Il voto sul referendum costituzionale non riguarda solo l’assetto interno della magistratura, ma il modo in cui lo Stato esercita uno dei suoi poteri fondamentali.
Che si scelga il SÌ o il NO, il passaggio referendario impone una responsabilità collettiva: discutere nel merito, senza scorciatoie. La partenza del tour #SìSepara rappresenta un tentativo di alzare il livello del confronto. Spetterà ora al dibattito pubblico dimostrare di essere all’altezza di una riforma che tocca il cuore dello Stato di diritto.









