Musk contro Bruxelles: la vera posta in gioco è la trasparenza

Illustrazione simbolica di uno scontro tra Elo Musk e una figura che rappresenta l’Unione Europea, con spade laser incrociate davanti alla bandiera UE.
Luca Cadonici
09/12/2025
Interessi

Venerdì 5 dicembre la Commissione europea ha sanzionato X, la piattaforma social di Elon Musk, con una multa da 120 milioni di euro ai sensi del Digital Services Act (DSA), il regolamento europeo che disciplina la responsabilità delle piattaforme digitali nella gestione dei contenuti, della pubblicità e dei rischi sistemici online.

Entrato pienamente in vigore nel febbraio 2024, il DSA impone obblighi particolarmente stringenti ai grandi operatori del settore, in particolare alle VLOP (Very Large Online Platforms), cioè le piattaforme con oltre 45 milioni di utenti attivi mensili nell’Unione europea. In questa categoria rientrano colossi come X, Meta, TikTok, YouTube e Amazon.

Le contestazioni mosse a X riguardano tre ambiti principali: il design ritenuto ingannevole della “spunta blu”, l’inadeguatezza dell’archivio pubblicitario e il rifiuto di garantire ai ricercatori l’accesso ai dati pubblici. La decisione arriva al termine di quasi due anni di indagine, avviata nel dicembre 2023, e rappresenta la prima sanzione nella storia del Digital Services Act.


Spunta blu e dark pattern: l’accusa principale

La prima contestazione riguarda il sistema delle “spunte blu”, modificato da Elon Musk dopo l’acquisizione della piattaforma nell’ottobre 2022. In precedenza il badge indicava l’identità verificata dell’account. Oggi chiunque può ottenerlo pagando un abbonamento, senza controlli reali.

Secondo la Commissione europea questo meccanismo viola l’articolo 25 del DSA, che vieta i dark pattern. La spunta genera l’illusione di un’autenticazione ufficiale. Questo aumenta il rischio di truffe, frodi e impersonificazioni. Gli utenti risultano così più esposti ad attacchi mirati e campagne ingannevoli.


Cosa sono i dark pattern e perché l’UE li vieta

I dark pattern sono strategie di progettazione delle interfacce digitali pensate per influenzare in modo ingannevole le scelte degli utenti. Possono spingere a sottoscrivere abbonamenti, condividere più dati del necessario o compiere azioni non pienamente consapevoli, come pulsanti di disiscrizione nascosti, opzioni preimpostate che favoriscono il consenso o notifiche studiate per generare urgenza artificiale.

Il Digital Services Act ne vieta l’uso perché considera queste pratiche una forma di manipolazione digitale. Secondo la Commissione europea, il nuovo sistema della spunta blu di X rientra in questa categoria. L’utente viene indotto a credere che un account sia verificato, affidabile e riconosciuto ufficialmente dalla piattaforma, mentre in realtà il badge può essere ottenuto senza alcun controllo reale sull’identità.


Archivio pubblicitario sotto accusa

La seconda violazione riguarda la trasparenza delle inserzioni e fa riferimento alla violazione dell’articolo 39 del Digital Services Act. Il DSA impone alle grandi piattaforme di pubblicare un archivio accessibile con tutte le pubblicità a pagamento. Devono comparire i finanziatori, i messaggi e il pubblico di riferimento.

Lo strumento serve a individuare propaganda, disinformazione e pubblicità fraudolente. Secondo Bruxelles, l’archivio di X non rispetta questi obblighi. La piattaforma avrebbe creato barriere tecniche all’accesso. I tempi di attesa risultano eccessivi. Mancano inoltre dati essenziali sul contenuto delle inserzioni e sull’identità degli inserzionisti.


Accesso ai dati e democrazia: il nodo più critico

La terza contestazione è la più rilevante perché riguarda la trasparenza strutturale della piattaforma e tocca direttamente l’equilibrio dei processi democratici. La violazione riguarda l’articolo 40 del Digital Services Act, che impone alle VLOP di consentire ai ricercatori l’accesso ai dati pubblici.

X avrebbe ostacolato questo diritto vietando la raccolta automatizzata dei dati e imponendo procedure complesse. Il rischio non è teorico. Il caso Cambridge Analytica ha mostrato come l’uso opaco dei dati possa orientare il consenso politico. Un precedente recente riguarda le elezioni rumene poi annullate, dove le interferenze segnalate dai servizi di sicurezza rumeni sono state successivamente confermate dallo stesso TikTok.


La reazione di Musk, lo scontro politico e la ritorsione di X

La risposta di Elon Musk è stata immediata e durissima. In un post su X ha scritto che “l’Unione europea dovrebbe essere abolita”, sostenendo che la sovranità dovrebbe tornare ai singoli Stati. Alla polemica si è unito anche il vicepresidente americano J.D. Vance, che aveva anticipato la sanzione parlando di “censura” e accusando l’Ue di colpire le aziende americane anziché difendere la libertà di parola.

Sul piano operativo, è arrivata anche una ritorsione diretta. Nikita Bier, head of product di X, ha annunciato la chiusura dell’account pubblicitario della Commissione europea, accusandola di aver sfruttato una vulnerabilità dell’Ad Composer, lo strumento ufficiale della piattaforma per la creazione e la gestione degli annunci sponsorizzati, per pubblicare un link in modo scorretto e aumentarne artificialmente la diffusione.

Alla replica politica ha risposto la vicepresidente della Commissione con delega alla Sovranità tecnologica, Henna Virkkunen: “Ingannare gli utenti con le spunte blu, oscurare le informazioni pubblicitarie ed escludere i ricercatori non è consentito nell’Ue. Il Dsa protegge gli utenti e rafforza la fiducia nell’ambiente online”.


Trasparenza, informazione e difesa della democrazia

Il confronto tra le grandi piattaforme digitali e il diritto dei cittadini a un ecosistema informativo trasparente entra ora in una fase di tensione aperta. La battaglia non riguarda solo regole e sanzioni, ma il controllo dei flussi informativi che modellano opinioni, consenso e democrazia.

È in questo scenario che prende forma la strategia europea di difesa cognitiva, con strumenti come lo Scudo Democratico Europeo. La sfida tra colossi digitali e democrazie europee è solo all’inizio.