Milano, 14 settembre: torna la Giornata Europea della Cultura Ebraica

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Davide Cucciati
12/09/2025
Appunti di Viaggio

Domenica 14 settembre 2025, in decine di città italiane ed europee, tornerà la Giornata Europea della Cultura Ebraica, giunta alla XXVI edizione.

L’iniziativa, insignita anche quest’anno della Medaglia del Presidente della Repubblica, si presenta come un viaggio corale nella storia, nella memoria e nell’identità di un popolo che ha fatto del libro la sua dimora più profonda.

Il tema scelto, “Il popolo del libro”, è una definizione che non nasce internamente all’ebraismo ma gli è stata attribuita dall’esterno: è infatti il modo in cui nel Corano si riferisce agli ebrei.

“Torà e ebraismo visti come un unicum, una cosa sola, qabbalisticamente uniti come due sposi, per l’eternità” scrive Fiona Diwan, direttrice di Bet Magazine.
Come disse Rav Sacks, “Il Corano definisce gli ebrei ‘Un popolo del Libro’, ma è un eufemismo. Siamo un popolo solo grazie al Libro. È la nostra costituzione come nazione santa sotto la sovranità di Dio. È la lettera d’amore di Dio ai figli d’Israele. La studiamo incessantemente. La leggiamo in sinagoga ogni settimana, completandola in un anno. Durante i lunghi secoli di esilio ebraico, è stata la memoria del passato e la speranza per il futuro dei nostri antenati. Era, disse il poeta tedesco Heinrich Heine, la ‘patria portatile’ degli ebrei.”

La città capofila nazionale sarà Soncino dove, nel 1488, venne stampata la prima Bibbia completa con la vocalizzazione ebraica.

A Milano, la giornata si aprirà alle 9.00 con una visita guidata alla Sinagoga Centrale di via della Guastalla a cura di Esther Nissim.

Alle 10.00 seguiranno i saluti istituzionali del Rabbino Capo Alfonso Arbib, del presidente della Comunità Walker Meghnagi e dell’assessore alla Cultura Sara Modena.

Alle 10.45 si entrerà nel vivo con l’incontro “Il nuovo rifiuto di Israele”: un dialogo con Rav Arbib, Mons. Fumagalli, l’Imam Pallavicini, Massimo De Angelis, Niram Ferretti e David Elber, moderati da Paolo Salom. Alle 12.00 sarà possibile effettuare un’altra visita guidata alla Sinagoga Centrale.  

Dalle ore 15.00, gli eventi si terranno al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Si inizierà con Fiamma Nirenstein che dialogherà con Davide Romano su “La cultura dell’odio”.

Seguirà “Lo spartito dell’anima”, alle 15.45, con il Coro Kol haShomrim, diretto da Simona Cataldo e Manuela Sorani, e i commenti ai testi a cura di David Piazza.

Alle 16.30, Maurizio Molinari tratterà il tema “Il tempo della lettura alimenta la conoscenza e argina l’intolleranza”. A seguire, un collegamento speciale con la nuova sede della Biblioteca Nazionale d’Israele, a Gerusalemme, per “Il santuario del libro: la conservazione del patrimonio librario di Israele” con Angelo Polacco, Rachel Neumann e Giulia Rossetto introdotti e moderati da Fiona Diwan.

“I libri ritornano incessantemente e ossessivamente nella storia ebraica, collezionati, consumati, letti e riletti, tramandati, protetti, salvaguardati…Basterebbe farsi un giro nella nuova, magnifica Libreria Nazionale d’Israele a Gerusalemme per capirlo, basterebbe immergersi nei corridoi a spirale zeppi di volumi, seguire l’andamento ellittico di questa discesa nelle profondità sotterranee e ctonie dell’esperienza della lettura, basterebbe annegare in quel pozzo di libri che è la National Library of Israel per capirlo”, riprendendo proprio le parole di Fiona Diwan pubblicate su Mosaico.

Alle 18.00, l’incontro “La letteratura israeliana tradotta in tutto il mondo” vedrà protagonisti Roy Chen, Anna Linda Callow e Sara Ferrari, moderati da Fiona Diwan.

Dopo un cocktail informale alle ore 19.00 nel chiosco, la giornata si chiuderà con lo spettacolo “Musical. Una storia ebraica”, alle ore 20.00, presentato da Gianni Gualberto Morelenbaum, con la voce di Alberto Milazzo, Eleonora Zullo al pianoforte e Alessandro Usai alla chitarra.

L’intera giornata milanese si configura non solo come evento culturale ma come dichiarazione identitaria e civile in un tempo in cui l’antigiudaismo risorge e pervade sempre di più le strade della nostra città. “Com’è noto, il testo sacro e la passione per lo studio hanno preservato l’identità ebraica per millenni, salvandola, come una conchiglia protegge la sua perla”, scrive ancora Fiona Diwan.

Il Popolo del Libro continua a studiare, a scrivere e a tramandare la propria identità di generazione in generazione.