In Iran ci stanno sterminando. Intervenite prima che sia troppo tardi
Caro lettore,
ti scrivo per riportarti alcuni fatti essenziali su ciò che sta accadendo oggi in Iran: fatti che, purtroppo, molti in Occidente ancora non vedono o scelgono di ignorare.
Da oltre cinque giorni, tutte le forme di accesso a internet e comunicazione sono completamente bloccate in Iran.
Nessun social, nessuna chiamata internazionale: blackout totale.
Questo rende estremamente difficile far uscire informazioni affidabili dal Paese.
Eppure, ciò che sappiamo è già devastante:
- In sole 48 ore, sono stati confermati oltre 12.000 civili uccisi.
Il numero reale è quasi certamente molto più alto, ma a causa del blackout, queste sono le uniche cifre verificabili per ora. - È uno dei più alti numeri di vittime civili al giorno dalla fine dell’Olocausto.
- Alle famiglie delle vittime viene chiesto l’equivalente di 5.000 dollari per ricevere i corpi dei loro cari.
Senza pagamento, il regime si rifiuta di consegnare i corpi per i funerali.
Per dare un’idea: lo stipendio medio mensile in Iran è inferiore a 200 dollari.
Questa non è più una protesta.
È un genocidio.
Milioni di iraniani — dentro e fuori dal Paese — stanno chiedendo apertamente un intervento militare contro il regime.
Non si tratta di una richiesta violenta, ma della lucida consapevolezza che senza un’azione internazionale, questa carneficina non finirà.
Molti si appellano al principio R2P (Responsabilità di Proteggere) delle Nazioni Unite, approvato nel 2005, che consente un intervento quando uno Stato commette atrocità di massa contro il proprio popolo.
Chiediamo che questo principio venga applicato subito.
Per noi è importante far sapere al mondo, e all’Italia, che noi iraniani vogliamo che gli Stati Uniti colpiscano il regime. Molti italiani pensano che sarebbe “un’invasione” dell’Iran e che sarebbe qualcosa di negativo per il popolo. Ma la verità è un’altra: noi stiamo chiedendo da giorni agli Stati Uniti di aiutarci e di colpire militarmente il regime.
Questa richiesta è il grido di un popolo disperato, che vede la propria gente uccisa, torturata, silenziata e abbandonata.
Ti ringrazio ancora per il tuo tempo, il tuo coraggio e la disponibilità a dare voce a questa tragedia in corso.
I filmati e le immagini qui sotto sono riusciti ad arrivare all’estero tramite Starlink.
Ti prego, non lasciarci soli.












