I sicari del Cremlino: come la Russia ha costruito una macchina per uccidere in Europa
Esiste un’unità segreta alle dipendenze dello Stato russo, distinta dal GRU e dall’FSB ma alimentata dai loro quadri migliori, con il compito di eliminare oppositori russi e non russi, rapire dissidenti e sabotare obiettivi militari in Europa. Si chiama Centro 795 (Center 795) e, fino al 12 marzo scorso, operava nell’ombra assoluta. A portarla alla luce è stata The Insider, la testata investigativa russa in esilio, con un’inchiesta che sta facendo il giro delle cancellerie occidentali.
Il Centro 795 è nato alla fine del 2022, nei mesi immediatamente successivi all’invasione su larga scala dell’Ucraina, inizialmente come unità operativa orientata al conflitto. Nel giro di pochi mesi, però, il suo mandato si è allargato a dismisura: omicidi politici, rapimenti di oppositori di Putin, azioni di sabotaggio contro infrastrutture militari in Europa.
Come ha dichiarato la blogger e dissidente russa in Italia Daria Kryukova, da noi raggiunta per un commento, «uccidere gli oppositori politici è purtroppo una tradizione di lunga data del Cremlino, non serve solo a eliminare una persona scomoda, ma anche a intimidire gli altri: ucciderne uno perché migliaia abbiano paura.»
Un’architettura ibrida tra spionaggio e industria della difesa
Quello che rende il Centro 795 un caso senza precedenti nell’apparato securitario russo è la sua struttura di finanziamento e comando. L’unità è formalmente subordinata al Capo di Stato Maggiore Valery Gerasimov, ma è finanziata — e in parte orientata — da due figure del capitalismo di Stato russo: Sergey Chemezov, capo del conglomerato della difesa Rostec e storico alleato di Vladimir Putin, e Andrey Bokarev, co-proprietario del Kalashnikov Concern. È proprio nella sede del Patriot Park a Kubinka, nell’oblast’ di Mosca, che il Centro ha stabilito la propria base operativa, sfruttando le infrastrutture del centro di addestramento Kalashnikov come copertura logistica.
Secondo quanto ricostruito da The Insider, la scelta di incorporare capacità operative all’interno della filiera industriale della difesa risponde a un obiettivo preciso: rendere l’unità quasi invisibile agli occhi dei servizi di controspionaggio occidentali, mescolando attività militari e civili in un’unica architettura ambigua.
Il comandante e la struttura interna
A guidare il Centro 795 è il colonnello Denis Fisenko, 52 anni, veterano dell’unità speciale Alfa dell’FSB e campione russo di tiro tattico tra le forze speciali. Come ha sottolineato Kryukova, Fisenko è direttamente legato a Bokarev, che ha contribuito alla sua nomina. L’unità conta circa 500 effettivi, organizzati in tre direzioni — intelligence, assalto e supporto al combattimento — con stipendi sensibilmente superiori a quelli standard dell’esercito russo: alcuni operativi ricevono una doppia retribuzione, sia dalle strutture di Chemezov sia dal Ministero della Difesa. La direzione del Centro ha inoltre la prerogativa di trasferire personale da altri organismi dello Stato senza necessità di ottenere il consenso dei rispettivi superiori gerarchici.
La struttura interna rivela un’organizzazione sofisticata: il 12° dipartimento, il più sensibile, gestisce agenti umani all’estero ed è composto quasi interamente da veterani dell’Unità 29155 del GRU — la stessa che ha organizzato l’avvelenamento di Sergei Skripal a Salisbury. Il 19° dipartimento ospita i cecchini, posizionati non nella direzione d’assalto ma in quella di intelligence: un dettaglio che, secondo The Insider, indica con chiarezza che il loro ruolo primario non è il supporto di fuoco sul campo di battaglia, bensì la liquidazione mirata di obiettivi specifici.
L’inciampo: Google Translate e un arresto in Colombia
Nonostante l’ingegneria del segreto, il Centro 795 è stato smascherato da un errore banale quanto rivelatore. Un operativo dell’unità, Denis Alimov, è stato arrestato in Colombia su richiesta degli Stati Uniti con l’accusa di aver organizzato il rapimento di oppositori del regime. Come ha riportato Kryukova — e confermato da The Insider — Alimov si era tradito usando Google Translate per comunicare con una sua fonte: una lacuna di tradecraft elementare che ha permesso alle autorità americane di risalire all’intera catena di comando.
L’ironia, nota The Insider, è che un’unità progettata per essere lo strumento di coercizione più inafferrabile del Cremlino sia stata esposta non da anni di controspionaggio paziente, né da un disertore o da una fonte compromessa, ma da due uomini che non condividevano una lingua comune.
«Anche i servizi speciali russi non sono più quelli di una volta», osserva sarcasticamente Kryukova. «Un errore quasi infantile, che ci si aspetterebbe di non vedere da parte di agenti professionisti. Evidentemente gli anni di selezione negativa hanno lasciato il segno anche lì.» Ciò detto, avverte la dissidente, «non significa che non siano pericolosi: anche così restano perfettamente in grado di fare il loro lavoro».
Implicazioni per la sicurezza europea
L’esistenza del Centro 795 pone interrogativi diretti per l’Europa. The Insider ha documentato come tra i compiti dell’unità rientrino sabotaggi contro obiettivi militari nel continente — un fronte che si inserisce nella più ampia campagna di destabilizzazione ibrida russa che ha già colpito i Paesi europei negli ultimi anni.
Il quadro tracciato da Kryukova è più ampio di quanto l’inchiesta stessa documenti: «Negli ultimi anni, soprattutto dopo l’inizio della guerra in Ucraina, diversi disertori dell’esercito russo sono stati uccisi in Europa in modo dimostrativo. Proprio i disertori vengono trattati con particolare crudeltà secondo la logica del sistema russo. In alcuni casi esiste il forte sospetto di avvelenamento. In Francia, non molto tempo fa, è stato arrestato un gruppo che preparava omicidi e rapimenti di dissidenti russi.» Continua la blogger: «Perfino i giornalisti di The Insider sono stati presi di mira: qualcuno aveva pianificato di rapirli e ucciderli, e per fortuna questo piano è stato scoperto e fermato in tempo. Senza parlare dei casi ormai noti, come l’avvelenamento di Alexander Litvinenko. Ed è probabile che non riguardi solo cittadini russi.»
La pubblicazione dell’inchiesta, con nomi, fotografie e luoghi di dislocazione dei principali dirigenti, mira esplicitamente — secondo gli stessi autori — a rendere il Centro inoperabile: la stessa sorte toccata in passato al Gruppo Rybar e all’Unità 29155 dopo che erano stati esposti pubblicamente.
Resta aperta la questione sul ruolo personale di Chemezov. Secondo fonti del suo entourage citate da The Insider, il capo di Rostec sarebbe personalmente a disagio con il fatto che una struttura a lui collegata venga impiegata per omicidi politici. Ma, come ha scritto Kryukova, «il processo ormai non può più essere fermato».
«Il Cremlino è estremamente sensibile alla propria immagine all’estero e a ciò che si dice su di lui», conclude la dissidente. «Per questo spero che i servizi di sicurezza occidentali prendano seriamente queste informazioni. A essere potenzialmente in pericolo non sono solo i dissidenti russi, ma anche i cittadini dei paesi occidentali: sia quelli che criticano apertamente il Cremlino, sia semplicemente persone che potrebbero trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.»









