Dalla Calabria a Yaoundé: a Roma l’unica candidata donna alle presidenziali del Camerun
Pochi sanno che l’unica donna candidata alle elezioni presidenziali del Camerun del prossimo ottobre ha radici calabresi. Il nonno paterno di Patricia Tomaino Ndam Njoya era infatti originario della Calabria, e questa curiosità familiare aggiunge un significato speciale al suo arrivo in Italia. La sua visita a Roma, dunque, non è solo una tappa di un tour politico, ma anche un ritorno simbolico alle proprie origini, in cui storia personale e impegno civile si intrecciano.

Domani Roma accoglierà Patricia Tomaino Ndam Njoya, unica donna candidata alle elezioni presidenziali del Camerun in programma il prossimo 12 ottobre. L’appuntamento, fissato alle ore 16 in via Aldrovandi 16, segna la prima tappa di un tour europeo che la condurrà anche in Germania e Belgio per incontrare le comunità camerunesi della diaspora.
Il legame con l’Italia è personale e profondo: il nonno paterno di Patricia era originario della Calabria, e questa radice familiare rende la sua presenza a Roma particolarmente significativa. Non si tratta solo di un ritorno simbolico, ma di un momento che intreccia identità culturale e impegno politico. Per Patricia, la visita in Italia diventa l’occasione per riaffermare che democrazia e diritti umani sono valori universali, che uniscono popoli e continenti.
Una candidatura che nasce tra memoria e impegno civile
Vedova di Adamou Ndam Njoya, storico leader dell’Unione Democratica Camerunese, Patricia ha raccolto il testimone politico del marito, portando avanti un progetto di rinnovamento e giustizia sociale. La sua candidatura arriva in un Camerun attraversato da conflitti nelle regioni anglofone, tensioni economiche e contestazioni sulla trasparenza del processo elettorale.
In questo contesto, la sua figura assume un significato che va oltre la competizione politica: diventa simbolo per le donne africane che, pur tra ostacoli e difficoltà, scelgono di impegnarsi nella vita pubblica.
Europa, Italia e Camerun: un banco di prova democratico
L’incontro romano non riguarda solo la diaspora: richiama l’attenzione dell’Europa e dell’Italia, partner storici e strategici del Camerun. Con l’Unione Europea, il Paese intrattiene rapporti consolidati: dal 2009 è in vigore un Interim Economic Partnership Agreement (EPA) che garantisce libero accesso dei prodotti camerunesi al mercato europeo. Più recentemente il Camerun ha ratificato l’Accordo di Samoa, che sostituisce lo storico Accordo di Cotonou, ponendo al centro sviluppo sostenibile, inclusione sociale e rispetto dei diritti umani.
L’UE sostiene inoltre progetti attraverso il programma Global Gateway, finanzia iniziative in campo energetico e infrastrutturale e ha introdotto regole stringenti come l’EUDR sulla deforestazione, che condizionano l’accesso al mercato europeo di cacao e caffè. Tutti questi strumenti non sono meri accordi tecnici, ma leve politiche decisive.
Per l’Italia, il legame con il Camerun assume oggi una duplice dimensione: culturale, grazie alle origini italiane di Patricia, e politica, grazie al Piano Mattei, che punta a costruire un partenariato più equo con l’Africa. Ma il successo di questa strategia dipenderà dalla capacità di unire gli accordi economici al sostegno concreto dei processi democratici.
Il tour europeo di Patricia Ndam Njoya, iniziato proprio da Roma, sottolinea il ruolo cruciale delle diaspore come ponti tra due mondi. In un’epoca in cui Europa e Africa sono sempre più interconnesse dalle sfide migratorie, energetiche e di sicurezza, la sua candidatura diventa simbolo e banco di prova: non solo per il Camerun, ma anche per la capacità dell’Europa di sostenere con coerenza i processi democratici africani.








