Prove tecniche di corpi civili di pace: parte la missione del MEAN in Ucraina
Abbiamo superato da poco la frontiera tra Polonia e Ucraina. A breve inizierà la nostra missione umanitaria.
Siamo 110 attivisti da tutta Italia, in cammino verso le regioni orientali dove corre la linea del fronte.
L’iniziativa, ridenominata Giubileo della Speranza, parte dal MEAN, Movimento Europeo di Azione Nonviolenta, al quale hanno aderito 35 organizzazioni, tra le quali l’Azione Cattolica, l’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani, l’ANCI, la Fondazione Gariwo e Base Italia di Marco Bentivogli.
La missione è patrocinata dalla nunziatura della Santa Sede a Kyiv, con il grande supporto del Nunzio Apostolico in Ucraina, monsignor Visvaldas Kulbokas.
Tenere alta l’attenzione
Pensiamo che un Giubileo per l’Ucraina sia necessario per far sentire la nostra vicinanza, da società civile trasversale, agli ucraini martoriati: un popolo valoroso che da più di tre anni e mezzo resiste all’invasione.
La nostra iniziativa nasce dalla necessità di essere presenti con il nostro corpo, nel tentativo di dare concretezza a retorica e proclami, dando un supporto concreto, toccando con mano e vedendo con i nostri occhi la disperazione della guerra, ma anche la bellezza della speranza, che non si ferma davanti all’ingiustizia.
Per questo andremo a Kyiv e poi a Kharkiv tra l’1 e il 5 ottobre, dove incontreremo tanti strati della società civile ucraina, contribuendo alla costruzione di un piccolo tassello nella direzione della pace giusta.
Perché partire dal basso, dalla società civile che, pur nelle proprie differenti sensibilità, riconosce comunque e in ogni caso la forza della lotta per la libertà, è la via migliore per non spegnere l’attenzione degli italiani verso il dramma ucraino.


Il memoriale dei caduti nel Maidan di Kyiv
Le richieste all’Unione Europea
Insieme chiederemo nuovamente che l’Europa convochi una seconda Conferenza europea dei cittadini sulla pace e la sicurezza nel mondo (la prima fu convocata per l’allora Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, nel 2021) e istituisca i suoi Corpi civili di pace – già previsti nel Patto civile PSDC, Politica di Sicurezza e Difesa Comune, dell’Unione Europea – per superare inerzia e limiti delle risposte davanti alla legge del più forte.
Il sogno europeo è fatto di popoli che resistono e poi si incontrano, in maniera cooperativa, facendo avanzare la pace e la sicurezza comunitaria: oggi è il momento decisivo per difendere e tutelare quell’ideale di democrazia e stato di diritto.
Siamo qui, come società civile presente dove si ripresenta la guerra, con l’ammirazione verso chi trova un motivo per andare avanti, nonostante tutto, nell’aspirazione verso una libertà tutta da difendere.
A chi lotta, a chi resiste, a chi continua a camminare.









