La Bulgaria vista da dentro. Intervista a Radoslav Bimbalov

Sordello da Goito
15/02/2026
Interessi

Anche in Italia è aumentato l’interesse per la letteratura bulgara soprattutto dopo che Georgi Gospodinov ha vinto il Booker prize nel 2023; il successo delle sue edizioni internazionali ha fatto da volano per altri giovani autori. Ed è stato grazie all’interesse di Giorgia Spadoni, traduttrice e giornalista esperta di Europa orientale, che l’editore napoletano Wojtek ha pubblicato il romanzo di uno degli scrittori di maggior successo di quel Paese: Radoslav Bimbalov.

L’Europeista lo ha incontrato in un caffè di Sofia per parlare di letteratura, storia e politica.


Radoslav, Ecstasis e’ stato da poco tradotto in italiano. E’ la storia di Mihail e Lara, due giovani bulgari che scoprono la liberta’ proprio mentre diventano adulti. Puoi dirci qualcosa in piu’ a riguardo?

La fine del comunismo in Bulgaria fu interessante per i giovani. Io avevo la stessa eta’ di Mihail nel romanzo quando il muro di Berlino e’ caduto, e ho scoperto la liberta’ proprio come lo fa lui. Per la ‘nostra’ generazione la liberta’ era qualcosa da sentire, da gustare. Ad esempio, in quegli anni si viveva dietro la cortina, era tutto in bianco e nero e qualche volta in grigio, pero’ in ogni citta’ c’era un negozio della CORECOM dove si trovavano beni occidentali. Pero’ attenzione, li potevi acquistare solo con valute forti per cui erano riservati all’elite, ai diplomatici o a chi faceva commercio con l’estero. Ecco, da bambino osservavo questi ovetti attraverso le scansie di vetro con grande curiosita’. Quando poi e’ arrivata la liberta’ nel 1989, prendemmo la democrazia come un regalo dal regime sovietico ormai finito: ce la godevamo proprio come gli ovetti di cioccolato dietro il vetro. E quindi cominciammo a viaggiare all’estero: il primo posto in cui andai fu Istanbul, che mi lascio’ stupefatto. Per Mihail e’ lo stesso, vuole sperimentare la liberta’ al massimo. E tieni conto del fatto che i confini non sono solo una questione geografica, ma anche propria delle relazioni: per molti di noi era arrivato il momento di fare esperienze affettive completamente che la generazione precedente si poteva solo sognare.

E quanto a Lara?

Al contrario di Mihail, Lara e’ chiusa, introversa, in cerca d’amore e passione. Cosa che persegue in maniera non convenzionale, per cosi’ dire, soprattutto nei confronti della cosiddetta asfissia autoerotica: e’ parte del suo modo di essere. Questa pratica e’ diffusa nonostante possa finire male: le statistiche mostrano che solo negli Stati Uniti ne muoiono ogni anno piu’ di diecimila persone. La maggior parte dei casi viene classificata erroneamente come suicidi, in parte per via dello stigma che colpisce il diretto interessato e anche perche’ i propri amici e parenti li trovano in situazioni tremende: ho fatto ricerca sull’argomento e posso assicurare che una morte del genere e’ terribile da vedere. Detto cio’, l’intensita’ di quella sensazione si puo’ spiegare biologicamente ed e’ nota a livello storico: gia’ le fonti medievali rivelavano che l’impiccato spesso moriva provando un orgasmo profondo. Piu’ in generale, questa soglia tra vita e morte spiega la sua personalita’ ed e’ anche legata al tema dell’ultimo respiro.

Giusto: Mihail subisce un incidente tremendo e, come scrivi tu, ‘va a sinistra’. Che cosa significa questa espressione?

Che va in paradiso forse, oppure – come alcuni lettori hanno detto – va incontro ad un processo di distaccamento e di purificazione. Sia come sia, il Cielo da’ a Mihail il compito di raccogliere l’ultimo respiro di varie persone. E’ il più lungo delle nostre vite, quello che raccoglie le nostre memorie emotive proprio nel momento in cui l’anima sta per lasciare il corpo. Questo pero’ non e’ necessariamente un sentimento triste: tutte le persone che passano a miglior vita nel libro, ad esempio, lo fanno in momenti in cui stanno provando grande gioia o quantomeno nel corso di un’esperienza molto intensa. E qui devo dire che una volta qualcosa del genere è capitata anche a me. Durante un arresto cardiaco improvviso vidi il famigerato tunnel bianco: è stato probabilmente il momento più straordinario di tutta la mia vita perchè non sentivo più il fardello del corpo, bensì ho percepito una leggerezza totale. Non appena sono tornato in me ho detto: ‘Madonna, è stato incredibile!’ mentre mia moglie, invece, era in lacrime dopo dei tentativi per farmi rinvenire.

Tornando a Mihail, leggiamo di come lui infranga le regole ma non mi e’ chiaro se poi venga punito o premiato di conseguenza.

Vero, si trova nel bel mezzo – sta al lettore, quindi, capire se si trovi piu’ da una parte o dall’altra. Questa idea mi venne ancora a scuola quando decisi di trovare un finale alternativo al Don Chisciotte. Nel mio tentativo di fiction interattiva, Don Chisciotte dopo la morte conquistava il paradiso ma anche li’ metteva tutto sotto sopra fino a far arrabbiare Dio, che decide di cacciarlo. Pensavo che fosse un’idea fantastica, ma la mia docente di letteratura non era per niente d’accordo: ‘Come ti e’ saltato in mente di aggiungere un pezzo al capolavoro di Cervantes?’ Beh, trent’anni dopo ho deciso di dar vita al personaggio di Mihail che in effetti infrange tutte le regole.

Passiamo ai giorni nostri. Chi infrange le regole in Bulgaria, mettendo cosi’ il Paese nei guai?

Prima di tutto c’è il crimine organizzato. Noi diciamo che ogni Paese abbia la sua di mafia, ma solo in Bulgaria la mafia ha il suo Paese. Per farla breve, si tratta di un’unione di lunga durata tra imprese disoneste e leader politici. Negli ultimi vent’anni ci siamo uniti alla NATO, all’Unione Europea, poi all’area Schengen e ora anche all’Eurozona adottando l’Euro ma le persone al governo sono ancora legate a dei clan molto potenti. In pratica questo significa che i fondi europei per le infrastrutture vengono rubati, e quindi le nostre strade non sono come dovrebbero essere; la stessa cosa si applica allo sviluppo agricolo, alla sanità e così via.

Per ogni milione di Euro ricevuto, metà se ne va nelle tasche dei mafiosi. Secondariamente c’e’ la Russia – anzi, la nostra dipendenza da essa. Sai, per molti anni ci e’ stato detto che la Russia ci ha salvato due volte, prima nella guerra contro gli Ottomani – e noi bulgari siamo stati sotto di loro per cinque secoli, di certo non un periodo facile – e poi dopo la Seconda guerra mondiale. A ogni modo la verita’ e’ che quando fini’ la guerra più di cinquecentomila soldati sovietici invasero il nostro Paese. Pensa che il monumento, da poco smantellato, all’esercito sovietico e’ stato per decenni il piu’ alto in Bulgaria, molto piu’ alto di quello di qualsiasi eroe nazionale. Come vedi, la Bulgaria e’ un Paese importante per la propaganda russa: ne siamo vittime.



Alla prova dei fatti, caduto il comunismo e’ cominciata un processo di migrazione di massa.

Si’ e’ vero: la prima ondata risale all’inizio degli anni Novanta. Circa due milioni di persone lasciarono la Bulgaria nel corso dei primi cinque anni di democrazia, cioe’ un quarto dell’intera popolazione dell’epoca. Alcuni sono rimasti all’estero, altri sono poi tornati. Pero’ non era cosa facile, dovevamo far domanda di visto con tutti gli annessi e connessi; da questo punto di vista il fatto di essere diventati parte della UE ha risolto il problema. Detto cio’, attraverso gli anni poi le cose sono cambiate: molte persone sono tornate soprattutto nel periodo del COVID, e anche Brexit ha contribuito: nel Regno Unito c’era una grande comunita’ di bulgari, parte dei quali sono poi tornati a casa.

Qual e’ la percezione dei bulgari in merito all’UE?

Nel gennaio 2007 diventare parte dell’UE era un sogno trasformatosi in realtà per chiunque, perchè significava studiare o lavorare all’estero senza ostacoli così come espandere i propri affari.  E’ stato davvero così per anni, ma le cose sono cambiate drammaticamente con l’invasione russa della Crimea nel 2014. E’ emersa, infatti, una nuova forma di guerra ibrida con un focus molto forte sulla propaganda e noi ne eravamo le vittime assieme ad altri paesi dell’Est europeo come l’Ungheria, la Cechia, la Slovacchia, la Romania e la Polonia. Il risultato è che la percezione della gente sta cambiando, e dunque oggi l’opinione pubblica è divisa: metà della popolazione crede che essere divenuti parte dell’UE sia stato un errore perchè non ha migliorato le nostre vite: ma questo non è vero.

I bulgari vivono meglio adesso di prima, anche in confronto ad appena cinque anni fa. La propaganda, pero’, e’ una roba potente. Pensa che oggi si levano delle voci, per quanto ancora flebili, a favore di lasciare l’Unione. Non credo che prevalranno perche’ la maggior parte dei bulgari vuole restare dov’e’, ma l’Europa stessa e’ smossa dalla grande contraddizione di idee tradizional-populiste da un lato e liberal dall’altra – un passaggio, a mio giudizio, provocato dall’ influenza russa.

Al momento sei impegnato politicamente?

Si’, sono membro del Forum per lo Sviluppo Democratico. Consiste di oltre 60 personalita’ di rilievo in vari campi, inclusi ex diplomatici e professionisti in Bulgaria che arrivano da generazioni e opinioni politiche diverse ma che credono tutti fermamente che la nostra democrazia sia minacciata e abbia bisogno di una mano. Cio’ che vogliamo e’ aiutare i partiti democratici dentro e fuori dal parlamento a presentare un candidato comune alle prossime elezioni presidenziali che si terranno piu’ avanti quest’anno. Siamo riusciti sinora in convincere la maggior parte di questi a sottoscrivere un accordo per un candidato unico e adesso siamo nella fase di preparazione delle primarie.

Per far cio’ viaggiamo in tutto il Paese incontrando persone d’ogni tipo; e lo facciamo in maniera indipendente, senza il supporto ne’ di soggetti economico-finanziari ne’ di organizzazioni non governative. Sai, convincere diversi partiti politici a sostenere un candidato comune e’ complicato perche’ ciascuno di loro ha la propria agenda e vorrebbe esprimernee uno proprio. Ma dobbiamo restare insieme in questa fase perche’ le circostanze sono sfavorevoli.