Arma chimica contro i manifestanti in Georgia: le rivelazioni della BBC

Manifestanti georgiani sotto il getto degli idranti a Tbilisi con bandiere della Georgia e dell’Unione Europea
Luca Cadonici
02/12/2025
Interessi

Un‘inchiesta della BBC riaccende l’attenzione internazionale sulla Georgia e sulle proteste esplose a Tbilisi dopo la sospensione del percorso di adesione all’Unione Europea. Secondo l’indagine, le forze dell’ordine avrebbero usato un agente chimico noto come camite, sviluppato durante la Prima guerra mondiale e considerato oggi obsoleto e pericoloso. Migliaia di cittadini scendono in piazza da novembre 2024 per difendere l’orientamento europeo del Paese. Molti manifestanti denunciano sintomi molto più gravi rispetto agli effetti dei comuni agenti antisommossa. I racconti parlano di bruciore persistente, difficoltà respiratorie e disturbi che durano settimane. Gli esperti collegano questi sintomi al bromobenzil cianuro, una sostanza usata storicamente come agente irritante.

Testimonianze e sintomi legati alla presunta arma chimica

Le testimonianze raccolte descrivono una sensazione di bruciore difficile da alleviare, anche dopo numerosi lavaggi. Molti attivisti riportano vomito, tosse e un affaticamento intenso. Il pediatra Konstantine Chakhunashvili, colpito dagli stessi sintomi, decide di avviare una raccolta dati. Pubblica un questionario e ottiene quasi 350 risposte. Quasi la metà dei partecipanti riferisce disturbi durati più di trenta giorni. Sessantanove manifestanti vengono visitati e mostrano anomalie cardiache misurabili. Questi risultati vengono accettati dalla rivista Toxicology Reports. I dati non coincidono con gli effetti tipici del gas CS, usato come lacrimogeno dalla polizia georgiana durante le operazioni di ordine pubblico. L’intensità degli effetti apre interrogativi importanti sulle sostanze veramente impiegate.


Banner pubblicitario

Le testimonianze interne della polizia antisommossa

L’ex responsabile dell’armamento del reparto antisommossa, Lasha Shergelashvili, fornisce una testimonianza chiave. Racconta che nel 2009 riceve l’ordine di testare un composto molto irritante destinato ai water cannon. Il liquido provoca difficoltà respiratorie e bruciore persistente. Shergelashvili sconsiglia l’uso operativo della sostanza, ma il composto finisce comunque nei mezzi. Secondo le sue fonti, la sostanza resta in uso fino al 2022. L’ex ufficiale osserva i filmati delle proteste del 2024 e riconosce immediatamente gli effetti già sperimentati. Il suo racconto rafforza i dubbi sulla natura del liquido impiegato dalla polizia georgiana.

L’inventario del 2019 e le sostanze identificate

La BBC ottiene anche un inventario del 2019 con due sostanze non nominate: “Chemical liquid UN1710” e “Chemical powder UN3439”. Un altro ufficiale conferma che il documento è autentico e collega questi composti ai water cannon. UN1710 identifica il tricloroetilene, un solvente molto potente. UN3439 comprende numerosi composti industriali, ma solo uno ha un passato come agente antisommossa: il bromobenzil cianuro, lo stesso “camite” citato dagli esperti. Questa corrispondenza rafforza l’ipotesi di un impiego di un agente chimico storico, mai ritenuto sicuro per operazioni moderne.

Le analisi del tossicologo Christopher Holstege

Il tossicologo Christopher Holstege analizza dati clinici e testimonianze raccolte dalla BBC. Le sue valutazioni indicano che gli effetti descritti coincidono con quelli del camite. Holstege esclude un impiego esclusivo di gas CS, perché questo provoca irritazioni brevi e reversibili. Il camite produce invece effetti molto più duraturi e contamina per giorni l’area esposta. La sua potenza risulta notevolmente superiore a quella dei tradizionali agenti antisommossa. Un impiego urbano di una sostanza del genere appare incompatibile con gli standard moderni di gestione delle proteste.

Reazioni ufficiali e sviluppi istituzionali

Il partito di governo Georgian Dream risponde all’inchiesta con toni molto duri e accusa la BBC di diffondere informazioni false. In un comunicato, il partito afferma: “La BBC non ha presentato alcun fatto concreto. Useremo tutti i mezzi legali per contrastare accuse infondate e dannose.”

Lo State Security Service of Georgia, il servizio d’intelligence georgiano responsabile di sicurezza nazionale e controspionaggio, annuncia l’apertura di un’indagine basata sugli articoli 333 e 319 del Codice Penale, relativi all’abuso di autorità e al sostegno a organizzazioni straniere ostili allo Stato.

Queste reazioni mostrano un clima politico molto teso. L’inchiesta della BBC diventa così un caso centrale nel rapporto tra Tbilisi, i diritti fondamentali e gli standard europei. La vicenda rivela un Paese diviso, mentre molti cittadini continuano a chiedere trasparenza, libertà e un futuro europeo.